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Non riesci a risolvere una sfida creativa? Bevi una birra con altri due amici …

Birra, idee, creatività, amici

Ti è mai capitato di “scervellarti” davanti ad un problema, per ore, senza concludere nulla?

Forse è successo anche a te di rimanere bloccato davanti a quiz “divergente” o davanti ad un cliente che ti chiedeva una nuova idea (incapace di trovare qualche soluzione).

La soluzione alle tue difficoltà potrebbe trovarsi sul fondo di un bicchiere di birra. Il secondo per la precisione.

Intendiamoci: il suggerimento di bere un bicchiere di birra non ha lo scopo di incentivare il consumo di alcolici, ma nasce dall’esito di diversi studi scientifici.

Birra, idee e creatività

La psicologa Jennifer Wiley, docente presso l’Università dell’Illinois a Chicago, ha ideato un esperimento decisamente originale: ha selezionato 40 uomini, giovani e in buona salute (non sappiamo se di bella presenza, ma questo non sembra essere influente ai fini dell’esperimento).

Ha presentato loro una serie di giochi, quiz ed esercizi, la cui soluzione richiedeva un mix di abilità logiche e creative. Alcuni test, inoltre, richiedevano spiccate abilità di pensiero divergente come, ad esempio, quelli in cui venivano presentate tre parole e i soggetti dovevano individuare il termine che poteva essere associato a tutte e tre.

Durante l’esperimento a 20 persone è stato concesso di bere due bicchieri di birra, mentre le altre hanno avuto bibite analcoliche.

Monitorando le risposte che venivano via via fornite dai soggetti, la Wiley ha evidenziato una correlazione favorevole tra l’assunzione di alcol e i risultati positivi al test.

Le persone che avevano bevuto la birra hanno mostrato performance decisamente superiori: sono state in grado di risolvere il 40% in più di problemi, impiegando, in media, 12 secondi per risolvere ogni esercizi contro i 15,5 dei colleghi rimasti “sobri”.

Qual è la spiegazione?

La birra favorisce, davvero, il pensiero creativo?

Essere capaci di focalizzarsi su un aspetto del problema, così come avere una certa esperienza nel problem solving è sicuramente utile” – afferma la Wiley –  “ma l’innovazione spesso scaturisce quando le persone riescono a cogliere un quadro d’insieme”.

La birra o il vino in quantità moderate (parliamo di circa 0,07 grammi/alcol per litro) sembrano contribuire a rilassare la persona, a ridurre le difese psicologiche, a rendere più “fluidi” i pensieri e più flessibile la mente.

Questi fattori consentono di avere, secondo me, un punto di vista “differente” sul problema, di osservarlo da nuove prospettive e di cogliere aspetti che prima non sembravano rilevanti.

Insomma il mistero è presto svelato: una moderata quantità di alcool svolge, contemporaneamente, due funzioni:

  1. Rende la persona più rilassata e più capace, quindi, di prendere le distanze dal problema;
  2. Riduce la funzione esecutiva e stimola l’immaginazione e il pensiero divergente.

Pensa che c’è un’azienda danese che ha prodotto una bottiglia di birra per stimolare il pensiero creativo: sul retro della bottiglia c’è un grafico graduato (con il peso distinto per uomini e donne), che mostra esattamente quanto bere per raggiungere la soglia di 0,075 grammi/alcol e favorire un “picco di creatività”. 

Rimane, a questo punto, solo un ultimo dubbio: perché con altri 2 amici?

La coppia, si sa, non è un gruppo: nelle attività a due, le persone tendono, nella maggior parte dei casi, ad essere più inibite, a non fare domande, a non controbattere. Nei gruppi di 3, invece, si instaurano dinamiche diverse: c’è un confronto più vivace, l’alternarsi di prospettive differenti, rielaborazioni continue e tutto questo agevola la soluzione dei problemi creativi.

La prossima volta che non riesci a risolvere un problema, quindi, puoi provare ad andare a bere una birra con un paio di colleghi … prima, però, dovresti far leggere questo post al tuo capo 😉

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