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Gente allegra … è più creativa? (1° parte)

Umorismo creatività lavoro«Eravamo in tre e lavoravamo come un sol uomo. Cioè due di noi poltrivano sempre».
(Groucho Marx)

L’umorismo è parte integrante della mia vita: mi piace molto ridere e, soprattutto, mi piace far ridere gli altri. Le battute e le risate, fin dai tempi della scuola, venivano commentate dall’insegnante di turno con i ben noti “Il riso fa buon sangue”, “Il riso abbonda sulla bocca degli sciocchi”, fino a “Gente allegra, il ciel l’aiuta”.

La domanda di oggi è: “La gente allegra … è più creativa?

1. Neuroni e barzellette

Cosa succede nel nostro cervello quando ascoltiamo una battuta o una barzelletta?

Raymond Dolan, docente di Neuropsichiatria presso l‘Institute of Neurology (University
College London)
 e Vinod Goel, psicologo della York University di Toronto, hanno analizzato, tramite la risonanza magnetica funzionale (f.M.R.I.), le regioni cerebrali che si
attivano durante la risata.  Hanno sottoposto ad un gruppo di quattordici volontari delle barzellette: alcune basate su giochi di parole (“Ragazzo scoppia di salute: due morti e tre feriti” oppure “Ragazza stufa scappa di casa: i genitori muoiono di freddo”), altre costruite sfruttando le variazioni di significato di alcune parole nella frase (“Dottore, ho i denti gialli, cosa ci posso mettere? Provi una cravatta marrone …”).

E’ emerso che le battute del primo tipo (carattere linguistico) attivano i centri nervosi localizzati nell’emisfero sinistro, l’area relativa al controllo del linguaggio. Le altre barzellette, basate sul significato, mettono invece in azione i neuroni distribuiti nei lobi temporali destro e sinistro. Il lobo temporale destro, infatti, si occupa di “confrontare” le diverse alternative e di “scegliere” il significato da attribuire ad una parola in base al contesto.

La comprensione dei diversi tipi di barzellette attiva, in realtà, numerosi processi mentali, che coinvolgono, di volta in volta, diverse regioni della corteccia cerebrale. L’impegno intellettivo stimolato dall’umorismo, quindi, contribuisce non solo a mantenere in efficienza le nostre capacità cognitive ma anche a potenziarle, favorendo la prontezza e l’elasticità della mente.

 

2. Creazione, associazione e bi-sociazione

Umorismo e creatività hanno strutture e modalità di funzionamento molto simili: in entrambi i casi, ad un tratto, rimaniamo sorpresi, ammirati e, spesso, divertiti. Arthur Koestler, nel noto saggio “The Act of Creation” (1964), spiega questo fenomeno con il meccanismo della bi-sociazione (“means to join unrelated, often conflicting, information in a new way”). Nell’esperienza quotidiana, una persona tende ad associare elementi che appartengono allo stesso “sistema di riferimento” (tavolo – sedia, fiore – albero, ecc.), nella creazione artistica, scientifica o umoristica, invece, avviene qualcosa di diverso: il creativo riesce a realizzare una connessione tra sistemi di riferimento differenti, solitamente considerati incompatibili.

Questa intersezione insolita tra sistemi eterogenei (regolati da logiche differenti), dà luogo ad un “risultato” particolarmente innovativo e/o divertente. Chi osserva o ascolta questo “risultato” riesce, improvvisamente, a ricostruire la coerenza tra le parti discrepanti e tale sorpresa genera divertimento.

Un classico esempio di bi-sociazione creativa è rappresentato dall’invenzione della stampa, in cui Gutemberg, per risolvere una serie di problematiche tecniche, collega elementi appartenenti ad ambiti diversi (i sigilli, i caratteri mobili, il torchio per la spremitura dell’uva, ecc.).

Altri esempi di bi-sociazione umoristica, suggeriti da Koestler, sono: “Un carcerato giocava a carte con i suoi carcerieri; quando si accorsero che barava lo cacciarono a calci dalla prigione.” oppure “Da un’indagine è stato appurato che nei treni l’ultima vettura è la più pericolosa. Perciò la Direzione ha deciso di eliminarla.” (D. Ippolito)

Anche Edward De Bono ha sottolineato più volte il forte legame tra umorismo e pensiero creativo: “L’umorismo e il pensiero laterale presentano tra loro parecchie analogie. Con l’umorismo, la mente passa liberamente dal significato ovvio a quello inaspettato, ma plausibile, e viceversa.”

[Fine prima parte]

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