I sogni di Walter (2) : l’evoluzione

Continuiamo ad esplorare, dopo il post della settimana scorsa, le vicende più appassionati della turbolenta vita di Walt Disney.

C come Creatività

Walt Disney non ha più un lavoro, né soldi, ma ha ancora delle idee interessanti e, soprattutto, la determinazione e l’ottimismo per realizzarle. Nell’estate del 1923 compra un biglietto di sola andata per Los Angeles: in tasca gli rimangono appena 40 dollari, nella valigia una copia incompleta di Alice Comedies, in mano un blocco notes in cui, durante il viaggio in treno, comincia a tratteggiare un nuovo personaggio che assomiglia ad un piccolo topo.

Comincia a contattare le grandi aziende di distribuzione cinematografica di Hollywood e, dopo qualche diniego, ottiene da Margareth Winkler, acuta e lungimirante proprietaria della Universal, un contratto per la realizzazione di dodici film.

Prende in affitto un piccolo ufficio e fonda, insieme all’inseparabile fratello Roy, la Disney Brothers Studio (che nel 1926 diventerà Walt Disney Studio e poi Walt Disney Productions nel 1928). E’ in grado, adesso, di assumere alcuni collaboratori (che paga con gli utili dei cartoni) e chiama, come aveva promesso, Ub Iwerks e i vecchi amici della Laugh-O-Grams. Tra i nuovi assunti c’è anche Lillian Bounds una ragazza graziosa, minuta, un po’ timida, con i capelli scuri e uno sguardo profondo. Nasce un’intensa amicizia tra i due: Walt apprezza la sua dolcezza, la sua sensibilità e il suo senso pratico, Lillian rimane affascinata dalla fantasia, dalla determinazione e dall’ottimismo di Walt, “Quando uscivamo per una passeggiata o per andare al cinematografo” confesserà in seguito “finivamo sempre per parlare del futuro, lui aveva sempre qualche nuova idea da sottopormi …”.

Il 13 Luglio 1925 Walt e Lillian si sposano, avranno una figlia Diane Marie nel 1933 e, qualche anno più tardi, adotteranno Sharon Mae. Lillian rimarrà sempre al fianco di Walt, una presenza discreta e preziosa sia a livello personale, sia professionale.

Altri guai, però, sono dietro l’angolo: nel 1927, Charles Mintz sposa Margaret Winkler e assume il controllo della Universal, mette in produzione una nuova serie che ha come protagonista Oswald The Lucky Rabbit. La serie riscuote un buon successo e Oswald, il personaggio inventato da Disney, diventa un’icona popolare. Nel febbraio del 1928, però, quando Walt chiede a Mintz una quota maggiore di guadagni ha una brutta sorpresa. Mintz gli riduce il compenso, assume alla Universal i principali disegnatori di Disney (che non ha più possibilità di pagarli) e decide di produrre altre serie di cartoni di Oswald, senza l’approvazione di Disney, visto che i diritti appartengono alla Universal.

D come Disney

Walt, nonostante il duro colpo, non si dà per vinto: continua ufficialmente a lavorare per la Universal ma ha già un piano alternativo: la sera, quando tutti gli altri dipendenti vanno a casa, con pochi collaboratori fedeli (Les Clark, Johhny Cannon, Hamilton Lusky e, ovviamente Ub) si mette a creare un nuovo personaggio, ispirato ad un topo, che intende chiamare Mortimer Mouse. Producono, con determinazione e passione, circa 700 disegni a serata e realizzano “Plane Crazy” un nuovo cartone che ha come protagonista Mickey Mouse, il nuovo nome, più brioso e accattivante, era stato proposto da Lillian.

Vista la difficoltà nel trovare agenzie di distribuzione interessate, Disney intuisce che bisogna aggiungere ancora qualcosa. Prendendo spunto da The Jazz Singer (il primo film con il sonoro prodotto nel 1927 dalla Warner Bros), ha un’intuizione geniale: realizzare un nuovo cartone animato di Mickey Mouse con il sonoro. Per acquistare le attrezzature necessarie alla sincronizzazione dell’audio di “Steamboat Willie”, Walt è costretto a vendere la sua auto. Pat Powers, imprenditore di dubbia integrità, intuisce le potenzialità di questo nuovo prodotto e firma un contratto per la distribuzione, tramite la sua Celebrity Pictures, dei nuovi cartoni di Disney.

Nel novembre del 1928, la prima proiezione di “Steamboat Willie” presso il Colony Theater di New York, è un grande successo: affascina sia il pubblico sia la critica. Sancisce, di fatto, l’inizio di una nuova era e la nascita personaggi indimenticabili come Mickey Mouse (Topolino), Minnie Mouse (Minni), Bootleg Pete (Gambadilegno), ecc.

L’entusiasmo per questo meritato successo spinge Disney a creare, ancora un volta, qualcosa di completamente diverso. Mette in lavorazione, nel 1929, Silly Symphonies, una serie di cortometraggi animati, in cui può sperimentare nuovi processi, nuove tecniche e nuovi personaggi (compaiono, per la prima volta, Paperino, Pluto, ecc.).

In questo contesto Walt introduce interessanti innovazioni: l’utilizzo del colore tramite il Technicolor (Silly Symphony, Flowers and Trees è il primo cartone animato a colori), un perfezionamento nell’animazione dei personaggi e l’integrazione di nuovi effetti speciali. La serie Silly Symphonies vincerà, per sette volte consecutive, l’Oscar come miglior cortometraggio d’animazione.

[Fine seconda parte]

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