I sogni di Walter (3) : il gran finale

Siamo giunti, dopo i post delle scorse settimane (“I sogni di Walter: le origini” e “I sogni di Walter: l’evoluzione”), alla conclusione del nostro percorso. Scopriamo insieme le ultime intuizioni creative del grande Walt Disney.

E come Estrosità

Sempre alla ricerca di nuove sfide, Disney decide, nel 1935, di realizzare un lungometraggio animato che possa competere, per durata e struttura narrativa, con i film con attori. Tutti coloro che lo circondano (collaboratori, concorrenti, esperti, ecc.) ritengono che sia un progetto folle e definiscono quell’idea la “pazzia di Disney”. Anche Lillian e Roy avanzano diverse perplessità e cercano di dissuaderlo, ma Walt non si lascia intimidire e prosegue nella progettazione di “Biancaneve e i sette nani”.

Coinvolge Don Graham, professore di disegno del Chouinard Art Institute, per perfezionare le tecniche di disegno dei suoi illustratori: vuole ottenere un’animazione dei personaggi più realistica ed effetti speciali più credibili. Inventa, in collaborazione con Bill Garity, abile tecnico degli studi Disney, una cinepresa a piani multipli che permette di dare un vero effetto di profondità ai cartoni animati.

La produzione procede bene ma, nell’estate del 1937, gli studi sono a corto di denaro. Walt non si perde d’animo e, per ottenere i finanziamenti necessari al completamento del film, prende appuntamento con i responsabili finanziari della Bank of America. Amedeo Peter Giannini, illuminato direttore della banca, conosceva Disney e aveva intuito la sua genialità e le potenzialità, anche economiche, del suo lavoro. Walt mostra un estratto, ancora incompleto, del film e ottiene i fondi necessari per concludere la produzione (il costo totale del film rasentava i 500.000 $).

Biancaneve e i sette nani”, il progetto avversato e contrastato da tutti, debutta al Carthay Circle Theater di Hollywood nel dicembre del 1937. E’ un enorme successo e, alla fine della proiezione, il pubblico si alza in una lunga standing ovation. Sarà, nel 1938, il film più redditizio dell’anno con un incasso di oltre 8 milioni di dollari.

Walt, tuttavia, guarda sempre avanti ed ha già pronta una nuova idea: costruire a Burbank (California) una nuova sede, moderna e funzionale, per ospitare i Walt Disney Studios. Progetta insieme a Kem Weber e al fratello Roy uno spazio di lavoro ottimale, decisamente visionario per l’epoca. Inaugurano, nel dicembre del 1939, i nuovi uffici, ampi e luminosi, dotati di apposite vetrate per godere della luce naturale senza l’esposizione diretta al sole, di impianto di aria condizionata e, assoluta novità per allora, di un’accogliente e colorata sala ricreativa.

La realizzazione di film d’animazione continua tra alti e bassi, alcune pellicole come “Pinocchio” avevano costi di produzione elevati e non sempre riuscivano a produrre utili, altre come “Bambi” o “Cenerentola” conquistavano subito il pubblico. Altre, come ad esempio, “Fantasia” erano troppo in anticipo sui tempi e non venivano comprese né dal pubblico né dalla critica.

F come Fantasia

Disney sente, ancora un volta, il desiderio di sperimentare nuovi progetti, di portare nella realtà quelle atmosfere e quelle ambientazioni che caratterizzavano i suoi film. Comincia a progettare, così, un parco divertimenti in cui collaboratori e dipendenti possano trascorre del tempo con le proprie famiglie. “Ho sempre cercato di immaginare” ammetterà in seguito “un posto dove portare le mie due figlie nei pomeriggi del sabato e della domenica, un posto dove però potevo divertirmi anch’io!”

Nel 1950 intuisce le potenzialità del nuovo media che sta nascendo in quegli anni, la
televisione, e produce la prima trasmissione tv “One Hour in Wonderland”. Alcuni mesi dopo inaugura, sulla rete ABC, la serie settimanale “Disneyland”, in cui mostra degli spezzoni dei film Disney, fa fare il giro degli studi e fa prendere al pubblico familiarità con il parco Disneyland.

Incurante delle persone che gli danno del pazzo, crea, nello stesso anno, una nuova filiale, chiamata WED Enterprises, per ideare e costruire il parco. Raccoglie intorno a sé un piccolo gruppo di collaboratori, soprannominati “imagineers”: sono ingegneri, architetti e progettisti che sono affascinati dal progetto di Disneyland. In una delle prime riunioni Walt dice loro: “Voglio che Disneyland sia il luogo più splendido della terra e che un treno faccia il giro di tutto il parco”.

Acquista il terreno di un vecchio aranceto ad Anaheim, a 40 chilometri da Los  Angeles, investe ingenti somme di denaro e notevoli energie per circa cinque anni e, nel luglio del 1955, inaugura Disneyland, il primo parco di una lunga serie. Il successo è immediato: un grandissimo apprezzamento del pubblico, e una conseguente affluenza di visitatori da tutto il mondo, ha reso quest’idea visionaria una delle principali fonti di guadagno per la Walt Disney Production.

Ancora una volta Walt aveva seguito le sue intuizioni creative e aveva avuto ragione …

Quando muore, nell’inverno del 1966, Walter Elias Disney è uno dei personaggi più conosciuti ed amati in tutto il mondo, le sue idee e la sua passione hanno dato vita ad una azienda che è diventata il primo produttore mondiale di intrattenimenti per la famiglia.

Le sue opere hanno vinto, in totale, 22 Oscar, Walt ne ha ricevuti altri 4 dedicati alla sua carriera.

La sua esistenza così creativa, appassionata e affascinante mi sembra che sia ben riassunta nel messaggio, decisamente incoraggiante, che era solito ripetere ai suoi amici e collaboratori: “Se puoi sognarlo, allora puoi farlo!

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