Gente allegra … è più creativa? (2° parte)

Umorismo e creativitàAd un colloquio di lavoro:
“Quello che mi serve è una persona veloce, scattante e con molta voglia di lavorare.”
“ Bene, se mi assume … le darò una mano a cercarla!”(Dudley Moore)

Nel post della settimana scorsa abbiamo visto che il pensiero abitudinario opera su un solo piano, mentre il pensiero creativo, così come quello umoristico, mette in relazione, in modo inusuale e inatteso, elementi appartenenti ad ambiti differenti.


3. Qui ci vuole un’idea … oppure una battuta

Può capitare, alle volte, di trovarci in circostanze difficili in cui non sappiamo bene come reagire; una risposta umoristica riesce, molto frequentemente, a risolvere la situazione creando un clima positivo e facendoci guadagnare la fiducia degli altri. Mario Farné, professore di psicologia medica all’Università di Bologna, cita, nel suo libro “Guarir dal ridere”, una storia interessante.

Gli studenti di una classe avevano deciso di fare uno scherzo alla loro insegnante: si erano messi d’accordo che, in un preciso momento della lezione, avrebbero fatto cadere tutti insieme un pesante libro. L’insegnante, che stava scrivendo alla lavagna, fu colta alla sprovvista da quel frastuono.

Come reagire? Le possibili alternative erano:

1. contrattaccare, punendo i ragazzi, con il rischio però di inimicarseli, in un’escalation di indisciplina e punizioni;

2. far finta di niente, sperando che tutto finisse lì, ma con il pericolo che gli allievi fossero invogliati a fare di peggio;

3. sorprenderli con una reazione spiritosa e creativa.

L’insegnate andò alla cattedra e, con un sorriso sulle labbra, prese un libro e lo lasciò cadere a terra dicendo: “Scusate se sono in ritardo!

Tutti scoppiarono in una fragorosa risata, la professoressa sorprese i ragazzi, conquistò la loro simpatia e riuscì a proseguire la lezione.

 

4. Ridi che ti … vengono buone idee

Un ambiente di lavoro sereno, dinamico e divertente favorisce un approccio creativo in cui l’ideazione e la condivisione delle idee avvengono in modo fluido e spontaneo.

Sia l’umorismo sia la creatività, infatti, prevedono di “giocare” con i concetti e con le idee, di rendere elastica la mente per essere pronti a cambiare, più volte, prospettive e punti di vista. In situazioni complesse la chiave per riuscire a risolvere il problema  consiste, spesso, in una ristrutturazione, nell’abilità, cioè, di mescolare e riorganizzare i dati di cui si dispone. Grazie all’umorismo è possibile ricercare differenti (e divertenti) modalità per descrivere, e risolvere, una situazione problematica. Barzellette e battute concedono, infatti, la libertà di rappresentare la realtà con modalità e significati innovativi, vivaci, divergenti.

Una risata profonda, è noto, migliora l’ossigenazione e l’irrorazione sanguigna del cervello, stimola  tutto l’organismo attraverso la produzione di numerose sostanze ormonali; ridona energia, favorisce la circolazione del sangue, migliora il respiro, modera lo stress, riduce il dolore e la depressione. Aumenta, inoltre, la circolazione di
catecolamine (neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale e periferico), come l’adrenalina e la noradrenalina, con effetto positivo sulla potenza mentale e sulla memoria, favorendo la concentrazione e il pensiero positivo.

L’umorismo tende, poi, a ridurre la formalità e le distanze tra le persone, a consentire
di “sfidare” scherzosamente le regole, a diminuire le inibizioni e la paura del rischio. Scherzare incoraggia la spontaneità e la libertà espressiva, elementi preziosi per generare idee creative.

 

5. Chi vuol essere, lieto sia …

Visti tutti questi vantaggi, viene spontaneo chiedersi: come possiamo favorire il diffondersi dell’umorismo nel nostro ambiente lavorativo?

A. Arricchire l’ambiente di lavoro
Le aziende più “illuminate” (Google, Pixar, ecc.) rendono le sale riunioni più vivaci e colorate, appendono alle pareti poster, vignette e disegni spiritosi; dispongono sui tavoli oggetti insoliti e divertenti, ecc. Possiamo provare a rendere la nostra postazione di lavoro un po’ più stimolante aggiungendo piccoli oggetti, immagini, foto e disegni umoristici …

B. Condividere storielle divertenti
Nelle occasioni di ritrovo (ingresso, pausa caffè, pausa pranzo, ecc.) raccontare barzellette, aneddoti, storielle divertenti, oltre a creare un break piacevole e rilassante, consente di ricominciare il lavoro con rinnovato impegno ed entusiasmo;

C. Praticare l’umorismo
Cominciare una riunione con qualche barzelletta permette ai partecipanti di allentare la tensione, di attivare pensieri positivi, di guardare con maggior disponibilità ed indulgenza alle tematiche da trattare.
Numerose esperienze rivelano, inoltre, che, durante incontri di trattativa o di negoziazione, l’impiego dell’umorismo consente di ottenere risultati migliori: predispone le parti ad una maggiore apertura e fiducia, stimola la collaborazione e la ricerca di prospettive.

La propensione a ridere insieme, ad affrontare con il sorriso le problematiche quotidiane, rappresenta un interessante indicatore di “salute” dell’ambiente di lavoro: vuol dire che le persone lavorano bene insieme, che si impegnano, attivando le loro risorse (umoristiche e creative), per raggiungere risultati innovativi.

E non mi sembra cosa da poco …

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