Questioning: le domande che sprigionano la creatività

Domande creative, questioning, tecniche creativitàNel post “Un segreto degli innovatori di successo” abbiamo visto come molti dei prodotti o dei servizi che utilizziamo quotidianamente sono stati concepiti, da persone brillanti, partendo da alcune “semplici” quesiti.

Le domande “appropriate” sono uno strumento molto potente e ci consentono, in qualunque contesto, di:

– superare una situazione di “stallo” e scorgere nuovi percorsi;
– cogliere aspetti che prima sembravano invisibili;
– creare idee innovative mettendo in discussione lo status quo;
– ridefinire la situazione e cogliere nuove prospettive;
– sperimentare nuovi modi di pensare e scenari inusuali.

In teoria è tutto chiaro, ma, in pratica, come possiamo imparare a porre domande creative?

Per prima cosa, fare maggiore attenzione alle domande che vengono poste nelle riunioni, nelle telefonate e, soprattutto, alle risposte che producono (potresti annotarle nel tuo taccuino delle idee di cui abbiamo già parlato).

Per sperimentare la tecnica del creative questioning, basta seguire queste indicazioni:

1. Utilizzare domande aperte: le domande chiuse, ad esempio “Facciamo in questo modo?”, non agevolano il dialogo né l’esplorazione di ambiti diversi; “In quale modo possiamo fare?” favorisce, invece,  il coinvolgimento e la partecipazione;

2. Trasformare un’affermazione negativa in una domanda positiva: “Non abbiamo abbastanza utili!”,  espressione frustrante e demotivante, diventa “Come possiamo ottenere più utili?”, che tende a stimolare il pensiero e l’azione;

3. Esplorare le diverse alternative: la richiesta “Come possiamo avere più utili?” spinge ad indagare in più direzioni, ad esempio “Come potremmo aumentare le nostre entrate?”, “Come potremmo ridurre le spese?”, ecc.

4. Orientare la domanda verso il risultato desiderato: invece di chiedere “Perché il vetro si rompe?”, il presidente della Corning Glass Works domanda “Come possiamo evitare che il vetro si rompa?”.  I risultati, spesso, sono soprendenti;

5. Utilizzare la “formula” (suggerita dagli amici e colleghi dell’International Center for Studies in Creativity) per le domande creative: domanda + soggetto + azione + obiettivo. Ad esempio: “Come possiamo” + “noi” + “migliorare” + “le performance del nostro prodotto” ?

Tim Brown, amministratore delegato della IDEO, ha ammesso che, quando la sua azienda si trova ad affrontare una sfida creativa, esorta i suoi collaboratori ad utilizzare questa tecnica.

Ogni elemento di questo approccio (‘How might we …’)”, osserva Brown, stimola il problem solving creativo:
‘HOW’ assume che ci siano delle soluzioni possibili,
‘MIGHT’ evidenzia che le idee che vengono proposte possono funzionare, ma anche non funzionare,
‘WE’ ricorda che ci stiamo provando insieme, che possiamo migliorare le idee degli altri, che in gruppo abbiamo maggior probabilità di avere successo.

Un’ultima esortazione e, per la verità, la più difficile: per ottenere risultati innovativi è necessario porci domande di cui non conosciamo già la risposta.

Come ammoniva Platone, comunque, è sempre meglio “rispondere a una domanda in otto modi diversi che rispondere nello stesso modo a otto diverse domande”.

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2 commenti su “Questioning: le domande che sprigionano la creatività

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