Innovazione, rapidità e moda (1ª parte)

Innovazione, Moda, H&M, stile, creativitàQuando si pattina su ghiaccio sottile,
 la salvezza sta nella velocità”.
(Ralph Waldo Emerson)

Non sono un esperto di moda: questo è bene chiarirlo subito. Lascio, quindi, tutte le valutazioni sugli aspetti estetici, stilistici, commerciali e comunicativi a chi è più appassionato e preparato di me.

Vorrei condividere, però, qualche riflessione su alcune aziende di abbigliamento, decisamente brillanti, che fondano il loro successo su un approccio particolarmente innovativo.

Nel settore dell’abbigliamento al dettaglio la rapidità è un fattore veramente critico. Le mode, si sa, cambiano velocemente e, per eccellere, bisogna offrire, in modo rapido ed efficiente, colori, tessuti e modelli in linea con i gusti del “segmento critico” della clientela.

Dalla Svezia con amore

H&M (il cui nome completo è Hennes & Mauritz AB), è una nota azienda di abbigliamento svedese fondata, nel 1947, da Erling Persson. Negli anni ’70 e ’80 si è progressivamente estesa in Europa, nel 2000 è “sbarcata” negli Stati Uniti, nel 2003 in Italia, poi è stata la volta del Canada (2004), del Medio Oriente (Dubai, Arabia Saudita, 2006), del Nord Africa (Egitto, Israele, Kuwait, Libano, 2006) e, nel 2007, dell’Asia (Cina, Giappone, Corea del Sud, ecc.). H&M è presente, attualmente, in 48 paesi con circa 2.700 punti vendita, in cui lavorano oltre 94.000 persone.

Qual è il segreto di tanto successo?

H&M propone ai clienti (donne, uomini e, soprattutto, teenagers) “moda e qualità al miglior prezzo” tramite un vasto assortimento di vestiti, calzature, accessori, cosmetici e tessili per la casa.

La sua strategia d’impresa, degna delle migliori aziende high-tech, si basa su sette valori fondamentali: Rendere le cose semplici, Essere diretti e di ampie vedute, Migliorare costantemente, Avere spirito d’iniziativa, Essere attenti ai costi, Lavorare in squadra, Credere nelle persone.

Dal punto di vista logistico H&M non possiede fabbriche proprie, si avvale di fornitori indipendenti (circa 700, situati principalmente in Asia ed in Europa) e non è proprietaria neanche dei locali che ospitano i suoi negozi.

Lancia, ogni anno, delle collezioni monostagionali in collaborazione con stilisti come Karl Lagerfeld, Stella McCartney, Viktor & Rolf, Roberto Cavalli, Comme des Garçons, Matthew Williamson, Jimmy Choo, Sonia Rykiel, Lanvin, Versace, ecc.

Questa strategia di co-branding risulta molto vantaggiosa per entrambi. Il brand di alta moda, grazie alla numerosità e alla capillarità dei punti vendita H&M, riesce ad ampliare e potenziare la visibilità del proprio marchio; la catena H&M attira l’attenzione del grande pubblico, facendo parlare di sé online e offline, e valorizza la propria immagine offrendo, a prezzi accessibili, dei capi firmati.

I negozi H&M, in cui il cliente si serve da solo, non hanno magazzini “locali” e vengono riassortiti, just in time, dal magazzino centrale. Le vetrine vengono riallestite ogni 10 – 12 giorni in tutti i punti vendita sparsi nei diversi Paesi.

Nelle campagne di comunicazione pubblicitaria H&M ha scelto, spesso, testimonial di grande richiamo come Bridget Fonda, Emmanuelle Béart, Vincent Gallo, Johnny Depp e Geena Davis. Anche Michelle Obama, first lady americana, in occasione di un’intervista al “Today Show” ha indossato un abito di H&M.

H&M è molto attiva anche sui social media (Facebook, Twitter, Instagram, Google+, YouTube) e sui social network cinesi (Youku e Sina Weibo), con una strategia di successo (come evidenzia anche Ida Perri in questo post su Ninja Marketing).

Il nostro obiettivo” – ha affermato Miriam Tappert, Social Media Manager – “è di essere là dove sono i nostri clienti, dialogare con loro e condividere le ultime novità sulla moda”. Nella pagina di Google+, che annovera oltre un milione di follower (37° posto delle pagine più seguite e 1°tra i brand di retail), vengono pubblicate foto di persone “comuni” che indossano abiti H&M. “Vogliamo che i nostri follower sentano di ricevere aggiornamenti unici”, prosegue la Tappert, “ecco perché condividiamo con loro anteprime esclusive, accessi ai backstage e contest”.

Grazie ai suoi valori, alle strategie di management, ad una pluralità di modalità e di canali di comunicazione e di vendita, ad una costante attenzione all’ambiente e al cliente, H&M riesce soddisfare le esigenze degli appassionati con collezioni veloci, alla moda e a prezzi abbordabili.

Quali approcci vincenti di H&M è possibile applicare, seppur con eventuali modifiche, nel nostro contesto lavorativo?

[Fine 1ª parte]

Un commento su “Innovazione, rapidità e moda (1ª parte)

  1. paolo

    Mi permetto di aggiungere, essendo appassionato di fashion e insegnante di commercializzazione Moda, come il reparto marketing è diretto da una donna geniale che ha inventato le capsule collection, non proprio co-branding, con stilisti famosi.
    Capsule poiché erano mini collezioni che duravano lo spazio del tempo di un unica vendita. creando un impatto immediato straordinario.
    La signora, di cui non ricordo il nome, voleva “democratizzare” la creatività della moda, un Lagerfeld per tutti.
    grazie

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *