Innovazione, rapidità e moda (2ª parte)

Innovazione, Moda, Creatività, Abbigliamento, SuccessoNel post della settimana scorsa abbiamo evidenziato alcuni elementi di successo di un
brand di abbigliamento piuttosto innovativo. Proseguiamo, adesso, le nostre riflessioni analizzando un’altra azienda, di questo settore, decisamente interessante.

Dalla Spagna con passione

Zara fa parte del gruppo spagnolo Inditex S.A., fondato nel 1975, da Amancio Ortega Gaona. E’ una delle più grandi  società di distribuzione tessile di moda: il primo gruppo europeo di confezione e il terzo grossista di abbigliamento al mondo.

L’azienda ha avuto una veloce espansione ed è presente, oggi, in 85 paesi, con oltre 1.800 punti vendita totali; dà lavoro a circa 110.000 persone.

Zara propone ai clienti (donne, uomini e ragazzi/e) articoli di tendenza, spesso ispirati a rinomate collezioni di moda; i prezzi sono piuttosto contenuti, la qualità media.

Uno dei segreti del suo successo risiede nella strategia “fast fashion”.

Grazie ad un team di circa 200 creativi (stilisti, disegnatori, ecc.), Zara è in grado di ideare, disegnare, realizzare e distribuire nuovi capi in meno di tre settimane. Produce, in questo modo, oltre 40.000 modelli l’anno (10.000 dei quali in almeno 5 taglie e in 5 – 6 colori diversi).

Il design dei nuovi prodotti è particolarmente attento ai gusti dei clienti e la rete dei punti vendita viene utilizzata anche come “ricettore” delle nuove tendenze del mercato. Ogni settimana vengono raccolte ed elaborate le informazioni relative ad acquisti, richieste, gradimenti, ecc. provenienti da tutti i negozi.

Altro elemento eccellente in Zara è la supply chain: gestisce circa 300.000 nuovi prodotti l’anno e rifornisce, “just in time”, tutti i punti vendita 2 volte a settimana.

Essere innovativi significa, spesso, agire in modo differente rispetto ai competitors e Zara attua, per quanto concerne gestione delle quantità, una strategia decisamente insolita.

Le aziende di abbigliamento, una volta individuati i modelli più popolari, tendono a produrli e venderli in grandi quantità e questo comporta almeno due problemi: difficoltà nel rifornimento e nella rotazione di magazzino durante l’anno e super-liquidazioni a fine stagione per smaltire lo stock residuo (che non incontra più il gusto dei clienti più esigenti).

Zara, al contrario, introduce continuamente nuovi modelli (e nuovi colori) che vengono prodotti in quantità limitate. I clienti, ogni volta che visitano un negozio, trovano qualcosa di nuovo e sanno che, se vedono un capo interessante, conviene acquistarlo subito perché, presto, potrebbe non essere più disponibile.

Questa strategia incrementa sia le vendite sia le visite ai punti vendita: mentre i competitor ricevono, in media, 4 visite l’anno da ogni cliente, Zara ne riceve circa 15.

La curiosità di conoscere le ultime novità e il passa-parola (on-line e off-line), che i consumatori generano continuamente, consente di ridurre al minimo le campagne pubblicitarie e di investire in comunicazione un “esiguo” 0,3% del fatturato (contro il 3 – 4% dei concorrenti).

I punti vendita, in maggioranza di proprietà dell’azienda, presentano ambienti accoglienti e lineari (pareti bianche, elementi in metallo e legno), per mettere al centro dell’attenzione i capi di abbigliamento; i clienti possono muoversi, scegliere e provare liberamente.

La presenza attiva di Zara sui social media (la pagina su Facebook ha oltre 15 milioni di fan) mira a dare maggiore visibilità e risonanza al brand, a raccogliere gusti e tendenze e ad orientare i comportamenti di acquisto dei principali segmenti di clientela.

A seguito della campagna “Detox”, avviata da Greenpeace nel 2011 (proposta in modo persuasivo anche sulla pagina Facebook dell’azienda), Zara ha deciso di eliminare, entro il 2020, le sostanze chimiche tossiche da tutti i propri prodotti.

A settembre 2012 Samsung, in collaborazione con Inditex Group, ha lanciato l’app Android di Zara. I clienti più appassionati possono vedere tutte le nuove collezioni sul proprio dispositivo (tablet, smartphone, ecc.), acquistare gli abiti, ricevere assistenza, ecc.

Qualche “ingrediente” del successo …

H&M e Zara, così come altri marchi di successo nel settore dell’abbigliamento al dettaglio, sebbene diverse sotto molti aspetti, presentano alcune strategie comuni che consentono loro di eccellere. Ecco quelle principali:

Velocità e flessibilità
favorire lo scambio, in tempo reale, di informazioni “cruciali” tra i diversi reparti (così come organizzare al meglio processi lavorativi), consente a queste aziende di avere una produzione flessibile e di adattarsi velocemente alle evoluzioni del mercato

Attenzione al cliente
conoscere al meglio la propria clientela, ascoltarla, cogliere le esigenze (espresse o latenti), intuire gusti e nuovi trend, interagire tramite diversi strumenti e modalità, fornire supporto e assistenza sono gli elementi distintivi del successo di queste catene di abbigliamento

Ottimizzazione della supply chain
l’attenzione al cliente, soprattutto in un ambito volubile come quello della moda, è fondamentale per progettare, pianificare, realizzare e distribuire i prodotti, just in time, in una rete di negozi capillare e diffusa in tutto il mondo

Innovazione
queste aziende non si stancano mai di introdurre continuamente nuovi prodotti, nuove modalità per interagire con i propri clienti, per comunicare rafforzare il proprio brand

Quali di questi aspetti possiamo cominciare a sperimentare nel nostro contesto lavorativo?

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