2013: salpare con ottimismo!

La vita riserva le stesse avversità sia all’ottimista sia al pessimista,
ma l’ottimista vive tempi migliori

(Martin Seligman)

Ebbene sì, lo ammetto: sono un appassionato sostenitore dell’ottimismo e della psicologia positiva. Sperimento, quasi quotidianamente, la bellezza, la leggerezza, l’utilità e la creatività di un approccio positivo e consapevole, che sceglie di cogliere il lato positivo delle persone e delle situazioni. Chi ha avuto occasione di conoscermi personalmente o ha seguito qualche mia conferenza (lezione, corso, ecc.) sa che cosa intendo.

Condivido spesso queste mie riflessioni con colleghi ed amici e qualche giorno fa, grazie ad una serie di fortunate coincidenze, ho avuto occasione di parlarne anche in un’intervista su RAI3 (“Buongiorno Regione” dal minuto 6:50).

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Credo che “orientare” la propria bussola verso l’ottimismo (soprattutto all’inizio di un nuovo anno) consenta ad ognuno di noi di avere una marcia in più per riuscire a navigare, tra avversità e venti favorevoli, verso le proprie mete.

Essere ottimisti non significa essere ingenui, vedere tutto ciò che ci circonda come buono e meraviglioso (la cosiddetta sindrome di Pollyanna), vuol dire valutare con attenzione ed equilibrio la realtà.

L’approccio ottimista mira a sviluppare una maggiore fiducia nelle proprie capacità, una maggiore determinazione nell’affrontare e risolvere, nel miglior modo possibile, problemi e avversità.

L’ottimista predilige, nella maggior parte dei casi, valutare favorevolmente gli eventi e considerare le persone e le situazioni nel loro lato migliore.

Il pessimismo evidenzia solo gli aspetti negativi, tende a generare stati d’animo cupi (ansia, tristezza, paura, ecc.) che finiscono per inibire le potenzialità della persona ed ostacolare l’azione.

L’atteggiamento ottimista, invece, è dinamico, proattivo, potenzia le abilità (attenzione, creatività, concentrazione, memoria, ecc.), dà passione e desiderio di agire.

Diverse ricerche hanno evidenziato che la persona ottimista vive meglio, è più serena, trae maggiori soddisfazioni dalle proprie attività, consegue risultati migliori nel lavoro, reagisce meglio alle avversità e, ovviamente, si diverte di più.

Gli ottimisti, infatti, tendono a percepire le difficoltà come transitorie, temporanee, gestibili e circoscritte a una situazione specifica o ad un determinato periodo. Questo consente loro di adottare strategie flessibili che consentono di “mantenere la rotta” per raggiungere i propri obiettivi.

La buona notizia è che l’ottimismo non è un’emozione (che emerge in modo impulsivo e repentino), ma uno stato d’animo che possiamo costruire con l’impegno e la volontà.

L’essenza dell’ottimismo”, scriveva il teologo Dietrich Bonhoeffer, “non è guardare al di là della situazione presente, ma è una forza vitale, una forza che non lascia mai il futuro agli avversari, ma lo rivendica per sé, la forza di tener alta la testa quando sembra che tutto fallisca, la forza di sopportare gli insuccessi, la forza di sperare quando altri si rassegnano …”

Il mio augurio è di affrontare il nuovo anno con passione, curiosità, energia, creatività … spiegando le vele all’ottimismo 😉

 

Un commento su “2013: salpare con ottimismo!

  1. NADIA VIOLA

    Ciao Giovanni,
    le tue parole mi incantano e mi appassionano 😉
    Come ti dicevo l’altra volta, quando arriva la tua e-mail corro a leggerla perchè mi mette di buon umore (e sono curiosa di vedere i tuoi esercizi-giochi).
    Un abbraccio
    Nadia (corso di counseling)

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