Un approccio illuminante (2° parte)

Lampadina, Edison, Menlo Park, Creatività, Innovazione,Abbiamo evidenziato, nel post della settimana scorsa, alcuni spunti interessanti che emergono dalla vita e dalle opere di Thomas Edison.

Eccone qualcun altro da cui trarre ispirazione.

Metodo e costanza

“Il primo requisito per il successo è la capacità di applicare le energie fisiche e mentali ad un problema ininterrottamente, senza stancarsi.” (Edison)

Menlo Park diventa un luogo stimolante in cui scienziati, ricercatori, tecnici e operai possono confrontarsi e lavorare insieme sulle invenzioni. Edison suggerisce di analizzare, con attenzione e metodo, ogni materiale, ogni strumento, alla ricerca di possibili idee. Esorta i suoi collaboratori ad annotare tutte le intuizioni e tutti gli esperimenti su un apposito quaderno (ne avevamo parlato nel post “Taccuino delle idee”). Nel 1875 acquista il brevetto di Woodward ed Evans per la lampadina elettrica e comincia, con i suoi collaboratori, un paziente lavoro di miglioramento, per ottenere un prodotto con una resa e, soprattutto, una durata maggiori. Nel 1879, dopo centinaia di esperimenti, brevetta e commercializza la lampadina elettrica ad incandescenza. Alla conferenza stampa di presentazione della nuova invenzione sembra che un giornalista gli abbia chiesto: “Signor Edison, come ci si sente ad aver fallito duemila volte nel tentativo di costruire una lampadina?”. “Giovanotto”, rispose Edison,“non ho fallito duemila volte, ho solo scoperto millenovecentonovantanove modi su come non va fatta una lampadina”.


Network e business

“Il valore di un’idea è nel modo in cui la utilizzi (Edison)

Edison comprende che l’innovazione non è un atto solitario: nel suo laboratorio si circonda di collaboratori acuti e competenti, discute con loro, ascolta le loro idee, ecc.
Acquisisce anche numerosi brevetti che ritiene promettenti, li analizza e li perfeziona per farli diventare prodotti utili e commerciabili. In questo modo riesce, anche grazie al suo “fiuto” per il business, a superare i suoi concorrenti e lanciare sul mercato prodotti di successo. Altri ricercatori, ad esempio, avevano messo a punto la lampadina, ma Edison è stato il primo a creare un sistema di generazione e distribuzione dell’elettricità capace di raggiungere case ed uffici. Ha fondato numerose aziende efficienti: la Edison Electric Light Company, ad esempio, produsse, nel 1882, oltre 100 mila lampadine.


Ideazione e riflessione

Non puoi realizzare i tuoi sogni, se non ne hai uno da cui cominciare” (Edison)

Thomas era solito non dormire mai più di tre o quattro ore per notte: riteneva che trascorrere più tempo a letto rappresentasse una “perdita di tempo, vitalità ed opportunità”. Aveva intuito, comunque, che alcune pause erano utili per avere delle intuizioni promettenti o per risolvere problemi intricati. Durante le sue lunghe giornate di lavoro era solito, quindi, concedersi un paio di “sonnellini” nella branda che teneva nel laboratorio, o in quella nella sua biblioteca, ma anche su un prato, sotto un albero, ecc. Ci sono alcune foto, che trovo piuttosto divertenti, che lo ritraggono mentre riposa.


Umorismo

“Non ho fatto un giorno di lavoro in tutta la mia vita, è stato tutto un gioco”. (Edison)

Edison è stato un personaggio vivace, carismatico, capace di coinvolgere ed appassionare i collaboratori, i colleghi, gli investitori e, spesso, di sorprendere con il suo senso dell’umorismo. Molti amici, che lo andavano a trovare nella sua villetta in campagna, si lamentavano di quanto fosse faticoso spingere il cancello d’ingresso: “Uno scienziato come te non riesce a trovare una soluzione a questo problema?”. “Vedrò di fare qualcosa” diceva Edison, ma la situazione non cambiava. Solo molti anni dopo confidò ad un amico che il cancello era collegato ad una pompa che aspirava l’acqua dal pozzo: ogni visitatore, spingendo il cancello, convogliava diversi litri d’acqua in una vasca usata per irrigare il giardino. Nel 1877 mise in vendita il primo fonografo in grado di registrare e riprodurre (anche se con una qualità mediocre) i suoni. Ad un giornalista che gli chiese se lui fosse l’inventore della “macchina parlante” rispose: “No, la prima macchina parlante è stata creata molti millenni fa, dalla costola di Adamo!”.

Tra i suoi numerosissimi brevetti ci sono il fonografo, il cinetoscopio (precursore del proiettore cinematografico), cinetofono (primitiva macchina da ripresa), dittafono, microfono a carbone e altre “strane” invenzioni (macchina per tatuaggi, trasformatore di tesla, bambola parlante, ventilatore elettrico a batteria e la macchina per intercettare i fantasmi …) visionabili qui. Non a caso la rivista “Life” ha inserito Thomas Edison tra le “100 persone più importanti negli ultimi 1000 anni”.

Probabilmente non riusciremo a raggiungere la genialità di Edison, possiamo prendere spunto, comunque, dal suo approccio per migliorare il nostro pensiero creativo:

1. Molteplicità di esperienze e di approcci: in quanti modi diversi sono in grado di descrivere il problema o la situazione che sto affrontando?

2. Miglioramento continuo: sono in grado di individuare modalità diverse per svolgere le attività che eseguo solitamente?

3. Progettazione e innovazione: quanto tempo dedico a ideare e realizzare nuovi “prodotti” (processi, modalità di lavoro, modelli di business, ecc.)?

4. Metodo e costanza: quanto sono capace di analizzare, con metodo, tutti gli “elementi” del mio lavoro?

5. Network e business: costruisco una rete di colleghi (meglio se più esperti di me) con cui confrontarmi e collaborare? Riesco ad intuire le potenzialità di business delle mie idee?

6. Ideazione e riflessione: come alterno i momenti di lavoro “concreto” alle pause di riflessione creativa?

7. Umorismo: riesco a trovare aspetti divertenti nelle situazioni e nei problemi che mi circondano?

Mi piace concludere con una battuta con cui Thomas era solito rispondere a chi gli domandava se credesse nella fortuna: “Io alla fortuna ci credo” – diceva Edison – “più lavoro e più mi favorisce”.

Un commento su “Un approccio illuminante (2° parte)

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