Punti di vista creativi (1ª parte)

Flatland, punti di vista, creatività, innovazioneMi sono trovato, in queste settimane, in diverse occasioni (attività formative, lavori in gruppo, colloqui con potenziali clienti, ecc.) in cui ho notato, ancora una volta, l’importanza delle modalità con cui percepiamo la realtà.

Sono persuaso da tempo che le nostre abilità percettive incidano significativamente sulle nostre abilità creative. E non solo.

Keri Smith è una brillante illustratrice (della corrente dellaguerilla art“), vivace scrittrice(“Living Out Loud – Activities to Fuel a Creative Life” (2003), “The Guerilla Art Kit” (2007), “How to be an Explorer of the World” (2008), “Mess: A Manual of Accidents and Mistakes” (2010), “Finish this book” (2011)) e blogger di successo.

A proposito di percezione e creatività, Keri afferma:A mio giudizio la creatività è la capacità di percepire le cose e il mondo da innumerevoli angolature in una modalità non giudicante. La nostra percezione delle cose può essere alterata semplicemente dalla prospettiva con la quale scegliamo di osservarle”. Su Brain Factor puoi trovare l’intervista completa.

Questo mi fa tornare in mente un libro, pubblicato per la prima volta a Londra nel 1882, che ha avuto un ruolo importante nella mia crescita personale e professionale.

La dedica recita così:

“Agli abitanti dello spazio tridimensionale è dedicata quest’opera
 per contribuire all’arricchimento dell’immaginazione
e al possibile sviluppo della modestia,
qualità rarissima ed eccellente
fra le razze superiori dell’umanità solida”
Edwin A. Abbott

Il titolo del libro, lo avrai intuito, è “Flatlandia. Racconto fantastico a più dimensioni” e rappresenta uno spunto prezioso per alcune riflessioni sull’importanza della percezione nei processi creativi.

1 – Il mondo di Flatland 

Flatland è un mondo a due dimensioni in cui tutto, abitanti, oggetti, case, strade, è assolutamente piatto. Quadrato, il protagonista del racconto, lo descrive così: “Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle linee rette, dei triangoli, dei quadrati, dei pentagoni ed altre figure geometriche, invece di restare ferme al loro posto, si muovano qua e là”.

Il movimento può essere verso Nord, verso Sud, verso Est e verso Ovest, anche se, non essendoci né il sole né altri corpi celesti, la loro determinazione è tutt’altro che facile. Una forza costante attira tutti i corpi verso Sud e la pioggia, nelle epoche fisse in cui cade, proviene sempre da Nord. Questo consente agli abitanti di orientarsi a sufficienza quando si muovono o quando costruiscono le loro case.

Ma ciò che rende veramente difficile la vita a Flatland è il fatto che gli abitanti hanno un solo occhio posto su un lato e, di conseguenza, non riescono a distinguere le diverse forme. Per comprendere meglio il punto di vista di un abitante di Flatland, il nostro amico Quadrato suggerisce di porre una moneta su un tavolo e di avvicinare progressivamente l’occhio al bordo del tavolo: “vedrete che la monetina diverrà sempre più ovale; finché da ultimo, quando avrete l’occhio precisamente all’altezza del piano del tavolino (cioè, come se foste un autentico abitante della Flatlandia), la moneta avrà cessato di apparire ovale e sarà divenuta,  per quanto potrete vederla, una Linea Retta.”

Come poter distinguere, in questo mondo, gli oggetti, le case e le persone? Gli abitanti di Flatland possono avere diverse forme: le donne sono linee rette, i soldati e gli operai sono dei triangoli isosceli, la borghesia è composta da triangoli equilateri, i professionisti e i “gentiluomini” sono quadrati o pentagoni, gli aristocratici sono esagoni, ettagoni, ottagoni, fino ai sacerdoti, che sono dei cerchi perfetti.

Il primo accorgimento per riconoscere le persone consiste nell’ascoltarne la voce: è possibile, così, identificare gli amici e discernere, in linea di massima, gli appartenenti alle varie classi. Non mancano, però, coloro che, con finalità più o meno lecite, riescono ad imitare la voce di appartenenti alle classi più elevate. Il secondo, e più affidabile, metodo è quello di “tastarsi”, arte che viene insegnata fin dai primi anni di scuola. Non è necessario toccare tutti i lati della persona: sfiorando uno o, al massimo, due angoli è possibile, grazie alla pratica quotidiana, riconoscerne la forma.

Tra le classi più elevate è possibile anche, in particolari condizioni climatiche, ricorrere alla vista: la nebbia rende, infatti, gli oggetti vicini più nitidi rispetto a quelli più lontani. E’ possibile distinguere, così, un Mercante (triangolo), che si presenta come una linea retta con il centro assai nitido e le estremità che sfumano rapidamente nella nebbia, da un Medico (pentagono), il cui centro è altrettanto nitido ma le cui estremità appaiono, seppur sfumate, più distinguibili.

La vita a Flatland trascorre in modo ordinario: ci sono scuole, università, aziende, tribunali, circoli di intellettuali, ecc. Gli abitanti di Flatland sono convinti, ovviamente, che il loro sia l’unico universo esistente, che le loro “verità” siano assolute, che la loro prospettiva sia l’unica possibile …

[Fine prima parte]

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