Punti di vista creativi (2ª parte)

Percezione, Flatland, Creatività, Prospettive, Punti di vistaProcediamo con il “viaggio” cominciato la settimana scorsa attraverso i vari “mondi” descritti da Edwin A. Abbott in “Flatland”. Muniti di carta, penna e, soprattutto, di una buona apertura mentale avventuriamoci in questo percorso che può fornirci spunti importanti per ampliare le nostre abilità percettive.

2 – Il mondo di Lineland

Lineland è un mondo ad una sola dimensione, composto esclusivamente da una linea retta. Il suo aspetto appare piuttosto insolito a Quadrato, che lo descrive così: “Mi vidi davanti una vasta moltitudine di piccole Linee Rette (che, com’era naturale, presi per Donne), mescolate ad altri Esseri ancora più piccoli e della natura di punti luminosi, che si muovevano tutti avanti e indietro lungo un’unica Linea Retta, e, per quanto potei giudicare, con la stessa velocità.”

La linea più lunga, con cui Quadrato comincia a dialogare, dice di essere il Re del Mondo e si spazientisce a spiegare come funzioni la sua esistenza, dando per scontato che qualunque cosa sia familiare per lui debba esserlo anche per tutti gli altri, compreso il nuovo interlocutore. Il Monarca è convinto che la Linea Retta, nome del suo regno, costituisca il mondo intero e che fuori ci sia il vuoto, anzi, come ricorda Quadrato, “neanche il vuoto, perché questo implica lo Spazio, diciamo piuttosto che niente esisteva”.

Oltre al Re, la linea più lunga, a Lineland ci sono gli uomini, le linee più brevi, e poi le donne, dei “semplici” punti. Ogni cosa in questo “esiguo” mondo, persone, utensili, prodotti, appare un punto agli occhi del suo abitante. Il Re, così come gli altri abitanti di Lineland, può muoversi verso destra o verso sinistra, ma non può spostarsi dalla sua posizione, visto che occupa per intero la “sezione” della linea. Non è possibile, quindi, far strada ai passanti o “sorpassare” altri abitanti: i vicini resteranno tali per sempre.

Quadrato rimane molto colpito da questo mondo: Una vita simile, in cui ogni vista si limitava a un Punto, e ogni moto a una Linea Retta, mi sembrava di uno squallore inesprimibile”.

Ogni uomo di Lineland è dotato di due bocche o voci, una da Tenore ad una estremità e una da Basso all’altra; le donne,invece, hanno una sola voce, da Soprano oppure da Contralto. Il Re spiega come l’udito consenta, anche, di individuare posizione, numero e sesso dei suoi sudditi; d’altra parte, “scoprire la differenza fra una Linea e un Punto mediante il senso della vista è, per la natura delle cose e come ognuno sa, impossibile”.

Quadrato tenta di far comprendere al Re il mondo di Flatland dal quale proviene, chiedendo: “Quando vi muovete lungo una stessa retta, nella direzione di una delle vostre estremità, non provate mai il desiderio di muovervi nella direzione, per così dire, del vostro lato?”. Il Re rimane allibito: “Come potrebbe un uomo muoversi nella direzione del suo lato?”.

Il vostro spazio, in realtà, non è il vero spazio, il vostro non è che una linea mentre il vero spazio è un piano” afferma Quadrato e, così dicendo, comincia lentamente ad uscire da Lineland per dimostrare l’esistenza di un’altra dimensione.

Il Re non percepisce alcun cambiamento: Quadrato è ancora davanti a lui, finché, ad un tratto, non scompare completamente dalla sua vista. “Mi chiedete di credere che c’è un’altra linea oltre quella indicata dai miei sensi e un altro moto oltre quello di cui mi rendo conto ogni giorno”, protesta il Re, “ma quando vi chiedo di dimostrarvelo invece di muovervi fate sfoggio di qualche arte magica per sparire e ritornare visibile!”.

Il Re di Lineland rimane persuaso che il suo regno, o meglio l’universo esistente, sia stato visitato da un folle che, affermando di venire da un altro mondo, farneticava discorsi senza senso …

3 – Il mondo di Spaceland

Quadrato riceve la visita di uno straniero che afferma di provenire dallo “spazio” e sostiene che, oltre alla lunghezza e alla larghezza, esiste una terza dimensione: l’altezza. Ma lo spazio, secondo il pensiero delle menti più illuminate di Flatland, “è la lunghezza e la larghezza prolungate all’infinito!”.  Il visitatore presenta, inoltre, dei concetti incomprensibili, come “sopra” e “sotto”, ben diversi, a suo dire, da Nord e Sud.

Quando ha visitato il regno di Lineland”, dichiara lo straniero, “si è mostrato al Re sotto forma di linea,  perché quel regno non aveva abbastanza dimensioni per raffigurarvi come un intero quadrato … allo stesso modo voi vivete su un piano e la vostra Flatland non è abbastanza spaziosa per raffigurarmi”, prosegue il visitatore; “quando interseco il vostro mondo, lei mi vede come un circolo ma, in realtà, io sono una sfera: un numero infinito di circoli di diverse dimensioni”.

Mentre pronuncia queste parole, lo straniero comincia ad uscire da Flatland e Quadrato, piuttosto confuso, vede il circolo diventare via via più piccolo fino a ridursi ad un punto e poi sparire completamente, per riapparire, subito dopo, con dimensioni crescenti. “Anche lei potrebbe lasciare questo Piano se solo riuscisse a raccogliere tutta la forza di volontà necessaria …”.

Quadrato è ormai persuaso che il visitatore sia un folle, che le sue argomentazioni siano solo delle fantasie infondate, quando lo straniero gli si avvicina e, con un rapido movimento, lo “spinge” fuori da Flatland.

Un mondo nuovo e affascinante appare all’occhio incredulo di Quadrato: tutto ciò che fino a quel momento aveva dedotto o ipotizzato adesso era visibile, tangibile e incantevole. L’esperienza esaltante in questo nuovo mondo a tre dimensioni suscita in Quadrato una riflessione: “Come il Regno di Flatland esisteva, nonostante il minuscolo Monarca di Lineland non potesse voltarsi né a destra né a sinistra per scorgerlo, e proprio come esisteva lì accanto, a contatto della mia superficie, la Terra delle Tre Dimensioni, senza che io avessi il potere di discernerla, non potrebbe esistere un mondo a quattro, cinque o sei dimensioni?”.

No, un paese simile non esiste”, risponde il visitatore indignato. “La sola idea che possa esistere è assolutamente inconcepibile!

4 – Riflessioni prospettiche

Qualche affermazione di questi personaggi ti ha fatto sorridere? La loro ristrettezza di vedute, la certezza che il loro “mondo” sia l’unico esistente, il loro modo di agire l’unico corretto, ti ricorda qualcuno?

Ti è mai capitato di incontrare, nell’ambito personale o professionale, persone poco “illuminate” che non sono disposte a mettere in discussione il proprio punto di vista?

Può essere successo (chissà) che anche noi, agli occhi dei nostri colleghi, siamo apparsi, a volte, poco inclini ad aprirci verso nuove idee. Altre volte, può essere accaduto che di fronte ad un problema non siamo stati in grado di intravedere dei possibili percorsi solutivi.

Vediamo qualche accorgimento utile per “neutralizzare” la chiusura mentale e ad ampliare la nostra prospettiva:

A. Percepire a più dimensioni
Un espediente semplice ed efficace consiste nell’ascoltare in modo attivo ed empatico. Lasciamo da parte (per un momento) le nostre idee, per far spazio a quelle del nostro interlocutore. Anche se a prima vista possono apparire un po’ sorprendenti, cerchiamo di non chiudere subito la porta alle nuove proposte.

Oltre a percepire con la vista o con l’udito (come facciamo di solito), proviamo ad attivare anche gli altri canali sensoriali. La prossima volta che ci viene presentata una proposta, proviamo ad immaginare quale colore, quale sapore, quale profumo potrebbe avere …

B. Pensare a più dimensioni
Capovolgere il nostro punto di vista, oltre ad essere uno stimolante esercizio di “ginnastica mentale”, contribuisce ad arricchire la prospettiva con cui analizziamo la realtà. Immaginare di vivere su una superficie piana (o addirittura dentro una linea retta), come suggerito dal racconto, agevola pensieri e riflessioni che difficilmente riusciremmo ad avere in condizioni ordinarie.

Riflettiamo, ad esempio, su che cosa accadrebbe se un aspetto importante della nostra realtà (il sistema economico, la forza di gravità, i sistemi di comunicazione, ecc.) venisse improvvisamente sovvertito.

Questi esercizi, anche se possono sembrare un po’ strani, consentono di sviluppare le potenzialità (latenti) della nostra mente e di ampliare le nostre prospettive.

Un commento su “Punti di vista creativi (2ª parte)

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