Creativo come Walt Disney (1ª parte)

Stanza creativa, Disney, sognatore, realista, critico, innovazioneTi piacerebbe diventare creativo come Walt Disney?

Va bene, lo ammetto, la domanda può sembrare provocatoria, ma, come scoprirai presto, non è poi così lontana dalla realtà.

Walt Disney è un personaggio affascinante: trovo il suo approccio alla vita, ai problemi, all’innovazione e agli affari davvero unico. Abbiamo già esplorato la sua vita avventurosa in una serie di post (“I sogni di Walter (1) : le origini”, “I sogni di Walter (2) : l’evoluzione”, “I sogni di Walter (3) : il gran finale”)

Ma qual era il processo con cui Disney generava e realizzava le sue idee? Che cosa possiamo imparare da lui?

Prima di continuare con la lettura, vorrei che ti fermassi, un momento, per una riflessione: prova a ricordare una situazione in cui
– ti è capitato di avere una buona idea e di riuscire a metterla in pratica
– hai avuto una buona idea ma non sei riuscito a realizzarla.
Che cosa ha fatto, secondo te, la differenza?

Bene! Se hai riflettuto e formulato qualche ipotesi, possiamo procedere.

Quando qualcuno chiedeva a Walt di sintetizzare il suo processo creativo in una sola parola, era solito rispondere “Imagineering”. Questo termine “inventato” riassumeva il suo successo: fondere la fantasia e l’immaginazione (imagination) con la trasformazione e la concretizzazione pratica (engineering).

Disney aveva messo a punto, spontaneamente, un modo di lavorare molto efficiente e molto creativo, articolato in tre fasi che si svolgevano, come vedremo tra poco, in luoghi differenti.

Diversi collaboratori hanno affermato che: “C’erano tre diversi Walt: il sognatore, il realista e il critico. Non sapevi mai quale dei tre avresti incontrato nella riunione” (Ollie Johnstone and Frank Thomas, The Illusion of Life: Disney Animation).

Ciò che mi sorprende non è tanto questa distinzione, visto che il processo creativo è facilmente scomponibile in “sottoprocessi”, ma l’armonizzazione dei vari aspetti. Nei numerosi progetti Disney è riuscito a far “volare” la sua immaginazione (sognatore), a concretizzare le intuizioni in “prodotti creativi” (realista), a perfezionare e commercializzare i più promettenti (critico).

Walt, come dicevamo, era solito predisporre, e questo potremmo farlo anche noi, tre diverse “location” in cui svolgere queste attività.

Nella creativity room, la cui parola d’ordine era “want to”, lasciava vagare la fantasia, generava le idee più bizzarre e stravaganti. Nella storyboard room, al motto “how to”, le selezionava, le modificava e le organizzava nello storyboard (altra sua geniale invenzione). Nella sweatbox room, infine, una piccola stanza nel sottoscala, il cui slogan era “change to”, Walt analizzava il progetto nel suo insieme, sviscerava le varie componenti, evidenziava carenze e criticità.

Robert Dilts, nel libro Strategies of genius, analizza dettagliatamente le tre modalità di pensiero di Disney (che presentano, a mio parere, diversi punti in comune con le figure del Bambino, Adulto e Genitore dell’Analisi Transazionale di Eric Berne).

Vediamo, adesso, le caratteristiche di ogni stile di pensiero e qualche suggerimento per imparare ad applicare il modello di Disney quando ci troviamo ad affrontare una sfida creativa.

a. Il Sognatore (Dreamer)
Il Sognatore ha una fervida immaginazione e pensa che tutto sia possibile. E’ orientato al futuro, immagina ciò che ancora non esiste, sa volare sulle ali della fantasia, sogna scenari inusuali.

E’ un visionario, uno che riesce ad intuire i trend futuri, che comprende i vantaggi e le potenzialità di un’idea, che ha ben chiaro il quadro d’insieme. Ci sono diversi personaggi, come Martin Luther King, ma anche come Bill Gates o Steve Jobs, particolarmente abili in questa strategia di pensiero.

Il Dreamer, secondo Disney, vede con chiarezza, nella sua mente, l’intero progetto. Un po’ come Filippo Brunelleschi quando, presentando nel 1423 il progetto dell’innovativa cupola ad ogiva del Duomo di Firenze, diceva “io che la veggo volta conosco che non vi è altro modo né altra via da potere volgerla che questa ch’io ragiono” (Giorgio Vasari, Le vite de’ più eccellenti architetti, pittori, et scultori italiani, da Cimabue insino a’ tempi nostri).

Alcuni autori, tra cui Roger von Oech, individuano, all’interno dello stile di pensiero Sognatore, due ruoli distinti:
Explorer che cerca novità interessanti, fatti insoliti, curiosità, ecc.
Artist che si diverte a “giocare” con questi elementi, li mescola e li integra fino a formare nuove combinazioni e nuovi modelli.

Walt Disney, Creatività, sognatore, realista, criticoQuando decidi di attivare la “modalità” Sognatore puoi organizzare uno “spazio” ricco di stimoli (colori, profumi, oggetti, giocattoli, ecc.) e porti queste domande:

– “Che cosa voglio creare?”
– “Con quali finalità?”
– “Quali benefici intravedo?”
– “Come può influire questa mia idea sul contesto lavorativo (economico, sociale, ecc.)?”

[Fine prima parte]

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