Creativo come Walt Disney (2ª parte)

Disney, Sognatore, Realista, Critico, Creatività, Innovazione, Dreamer, Realistic, CriticAbbiamo cominciato a conoscere, nel post della settimana scorsa, il modello creativo che Disney era solito applicare ai suoi progetti. Walt, come hai visto, era in grado di alternare tre diversi stili di pensiero (Sognatore, Realista e Critico), in tre fasi distinte, svolte in tre
luoghi diversi.

Continuiamo, adesso, ad esplorare i vari stili, per scoprire come applicare questo modello alle sfide creative che ci troviamo ad affrontare nel nostro lavoro.

 

b. Il Realista (Realistic)

Il Realista è centrato sul presente, è determinato, concreto, orientato all’azione. Cerca le modalità migliori per trasformare i sogni in realtà, le idee in progetti. Pianifica le attività da svolgere, individua le risorse necessarie, stabilisce i tempi.

Disney, come altri grandi creativi (ad esempio, Leonardo da Vinci), aveva ben chiara la necessità di trasformare le intuizioni in realtà e, ovviamente, conosceva la fatica che questo comporta.

Il nostro successo” – afferma Walt – “era fondato su entusiasmo e duro lavoro, integrità, dedizione, fiducia nel futuro e, soprattutto, su una crescita costante in cui, ogni giorno, studiavamo il nostro mestiere ed imparavamo, sempre, qualcosa di nuovo”. (Walt Disney,
‘Growing Pains’).

Walt Disney, Creatività, sognatore, realista, criticoQuando attivi la “modalità” Realista, in uno “spazio” ordinato e tranquillo, prova a chiederti:

– “Come intendo realizzare questa mia idea?”
– “Quali sono le attività da compiere?”
– “Quali tempi di realizzazione prevedo?”
– “Chi voglio coinvolgere nel mio progetto?”
– “Come intendo verificare il raggiungimento degli obiettivi?”

 

c. Il Critico (Critic)

Il Critico esamina attentamente sia il processo di lavoro, sia i risultati intermedi. Analizza e valuta i punti deboli del piano d’azione e le criticità che emergono nella realizzazione.

Presenta le sue osservazioni in modo positivo, senza una connotazione distruttiva (il verbo greco “crino”, significa “divido”, “giudico”), critica il progetto e non le persone. Il suo intervento ha lo scopo di trasformare le difficoltà in opportunità, di rafforzare il progetto e di agevolarne la realizzazione.

Ogni sequenza d’animazione veniva proiettata sullo schermo” – ricorda Disney – “per essere analizzata, e poi veniva disegnata, migliorata e ridisegnata più volte finché potevamo dire: ‘Questo è il meglio che possiamo fare’, siamo diventati perfezionisti(Walt Disney, ‘Growing Pains’).

Riesce a mettersi nei panni delle diverse persone coinvolte, a cogliere il loro punto di vista, le loro difficoltà ed eventuali resistenze.

C’è un aneddoto simpatico, citato da Dilts, che aiuta a comprendere l’infaticabile funzione del Critico. Poche ore prima dell’inaugurazione dell’attrazione “I pirati dei Caraibi” a Disneyland, Walt stava facendo un’ultima ricognizione.

Radunò il maggior numero possibile di persone provenienti dai diversi ambiti, compresi gli addetti alla manutenzione e alla ristorazione e chiese loro di immaginare di essere i protagonisti della scena.

Verificò, insieme a loro, ogni elemento dell’ambientazione: “Come vi sembrano i suoni?” (un potente sistema audio a piste multiple riproduceva fedelmente musica, voci, suoni delle barche, ecc.), “Gli odori vi sembrano giusti?” (un’apparecchiatura miscelava gli odori del cibo piccante, della polvere da sparo, dell’acqua salmastra).

Che cosa altro manca?”, chiese ancora Disney. Un ragazzo addetto alle pulizie disse: “Io sono cresciuto nel Sud e mi colpisce che, in una sera d’estate come questa, manchino le lucciole”. Disney si illuminò in viso: “Ecco cosa manca!” e, con una spesa ingente, fece arrivare delle lucciole vive (finché non riuscì a simularle artificialmente).

Walt Disney, Creatività, sognatore, realista, criticoQuando attivi la “modalità” Critico, in uno  “spazio” neutro, o meglio ancora a contatto con il “risultato”, prova a chiederti:

– “Che cosa manca, ancora, a questo progetto?”
– “Come possiamo renderlo migliore?”
– “Perché i ‘clienti’ dovrebbero scegliere il nostro ‘prodotto’?”
– “Che cosa possiamo imparare dal nostro modo di lavorare?”

Bene, la prossima volta che ti trovi ad affrontare una situazione che richiede una soluzione innovativa, sai cosa fare:  predisponi tre stanze (o anche parti diverse della stessa stanza o, perfino, tre sedie diverse), attiva i tre stili di pensiero di Disney (Sognatore, Realista e Critico) e … fai “brillare” la tua creatività!

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