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Creatività e buon gusto a tavola: intervista con Gianluigi Zenti (2ª parte)

Creatività, Pasta, Academia Barilla, Gusto, Cucina italiana

Continua la chiacchierata con Gianlugi Zenti, Executive Director dell’Academia Barilla, alla scoperta degli elementi che accomunano passione, cultura gastronomica e creatività.

La biblioteca gastronomica, insomma, è una sorta di miniera di idee e di spunti creativi …
Direi di sì, ci sono moltissimi volumi dedicati agli alimenti, alla dietetica, alla pasticceria, ai gelati, alle marmellate e conserve o a liquori e distillati. Una ricchezza di titoli e di autori che rende la Biblioteca Digitale di Academia Barilla un punto di riferimento per tutti i ricercatori, gli studiosi e gli appassionati del settore.

Sai, anche l’Accademia della Crusca, attenta custode della lingua italiana, ha scelto di coinvolgere Academia Barilla per la realizzazione del Dizionario storico della cucina italiana. Questo Dizionario, in corso di realizzazione, dovrebbe vedere la luce nel 2016, dopo tre anni di paziente lavoro. L’attenta analisi testuale parte, infatti, proprio dai file digitali per individuare i principali “lemmi”, cioè i termini che andranno a costituire il dizionario, nelle migliaia di pagine selezionate.

Credo che, con le migliaia di opere custodite, la Biblioteca di Academia Barilla svolga un’insostituibile funzione, aprendo le porte a  studenti universitari, ricercatori, studiosi (sempre su appuntamento) per consentire la circolazione di un patrimonio di eccezionale valore per il nostro Paese.

L’identità passa sempre attraverso il cibo e la cultura della gastronomia contribuisce a tenere alto il nome dell’Italia nel mondo.

L’arte culinaria, come ogni altra disciplina creativa, richiede una ricerca continua, approfondimenti, sperimentazioni …
Certo, l’attività proposta da Academia Barilla ha come comune denominatore proprio l’esperienza.

Possiamo pubblicare tanti libri di cucina per portare la cultura gastronomica nel mondo, ma se non coinvolgiamo le persone anche in attività pratiche (un corso di cucina, una esperienza di degustazione di prodotti tipici, una visita ad una cantina o alla produzione dell’antico Aceto Balsamico di Modena) non riusciremmo mai a far capire a pieno quale sia l’Autentica Italian Experience. La ricchezza italiana è proprio la capacità dei nostri artigiani (in tutte le arti), dei nostri cuochi, dei contadini, di “fare”.

Quali sono, nella tua esperienza, i principali ostacoli nel rendere più innovativo un gruppo o un’azienda?
Il problema principale dell’innovazione di un gruppo o di un azienda è … il successo!

Purtroppo se un’azienda va molto bene, fa fatica a reinventarsi e innovare in quanto continua a fare quello che ha sempre fatto.

Innovare, invece, significa far nuovo, alterare l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove.

Servono persone e aziende coraggiose, umili, tenaci e capaci di sbagliare e disposte a sperimentare per poter innovare.

Negli anni ’90 hai avuto il compito di “portare” il marchio Barilla negli Stati Uniti quali sono state le principali difficoltà e come le hai affrontate e risolte?
L’esperienza Americana è stata una grande scuola dove ho capito la cosa più importante, contrariamente agli insegnamenti del Marketing: “Non bisogna dare alle persone ciò che le persone vogliono”! In particolare sul cibo italiano in quanto spesso le persone non sanno cosa vogliono. E’ compito dei produttori educare le persone a capire la differenza tra i prodotti e aiutarle a fare delle scelte consapevoli.

In soli 6 anni, dal 1994 al 1999, abbiamo “educato” gli Americani a mangiare la pasta all’italiana, fatta di grano duro. Prima erano abituati a mangiare la pasta di grano tenero e, per sapere se era cotta, la tiravano sul muro: se si attaccava era pronta.

Barilla è diventata la prima marca di pasta in America nel 1999!

Qual è, secondo te, il segreto del successo di Barilla?
Prendo spunto dal libro appena pubblicato da Francesco Alberoni, incentrato su Pietro Barilla, dove sono descritti i 10 criteri che hanno determinato il successo di questa grande azienda.

I criteri, non in ordine di importanza, sono questi:

1. Il continuo progresso tecnico
2. Il Benessere e la protezione dei lavoratori
3. Puntare sempre alla massima qualità possibile, cercare sempre il meglio e lavorare con i migliori!
4. Acquistare sempre spazi grandi per non essere strozzati quando devi crescere
5. Fare la pace con tutti
6. Guardare al futuro, anticipare sempre il futuro
7. Miglioramento continuo nel processo produttivo
8. Creare nuovi prodotti, buoni, superiori all’antico
9. Scegliere bene i collaboratori, creare una comunità di persone che si capiscono e che operano per il meglio
10. Il bello è contagioso e produce altra bellezza

Che suggerimenti daresti ad un ragazzo/ragazza per realizzarsi personalmente e professionalmente?
Penso che la formazione sia la sola garanzia per la realizzazione professionale.

Raccomando di imparare benissimo l’inglese e, possibilmente, un’altra lingua e fare un’esperienza di almeno 6 mesi, meglio un anno, all’estero.

Affrontare sfide difficili è determinante: aiuta a capire che cosa ci piace fare nella vita.

Suggerisco di circondarsi di persone vere, con cui lavorare e portare avanti quello in cui si crede.

In conclusione ricordo quello che disse Pietro Barilla: “ Tutto è fatto per il futuro, andate avanti con coraggio”.

Grazie Gianluigi per aver condiviso con noi il tuo tempo, le tue passioni e la tua esperienza

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