Tenacia e creatività: puoi “inventare” la tua fortuna? (1ª parte)

Perseveranza, Gioco da tavolo, Scarabeo, Scrabble, Creatività,Le riflessioni di questa settimana riguardano un inventore, poco noto, per la verità, e la sua invenzione, un gioco da tavolo molto diffuso e famoso.

Gli ingredienti di questa storia sono: impegno, creatività, attenzione al mercato, passione, flessibilità di pensiero e, soprattutto, perseveranza.

Procediamo con ordine.

Alfred è un giovane architetto, ha 29 anni e lavora presso lo studio “Arthur C. Holden and Associates” a Poughkeepsie, nello stato di New York. È brillante, ha molte idee, ma nel 1930 la situazione economica e lavorativa è drammatica. La sua azienda, a causa della crisi, deve ridurre del 20% il numero dei dipendenti; Alfred resiste un anno, poi, nel 1930, viene licenziato.

Nonostante le difficoltà, cerca di perseverare nella professione di architetto; pubblica alcuni articoli sul periodico “The American Architect”, ma questo gli frutta solo magri guadagni.

Viste le sue abilità nel disegno, tenta la carriera artistica: dipinge diversi acquerelli e alcune viste di New York a china, non riscuote particolare successo e riesce a vendere pochissimi quadri.

Alfred è una persona acuta e creativa: comprende che è necessario guardarsi intorno e cambiare completamente ambito.

The gap in the market, ovvero, intravedere le opportunità

Quando frequentava l’università, Alfred Butts faceva parte della squadra di scacchi: decide, così, di avventurarsi in questo settore e prova ad inventare un nuovo gioco da tavolo.

Per prima cosa, analizza con attenzione il mondo dei giochi esistenti e individua tre categorie principali:
– giochi che riguardano i numeri, come il Sudoku, i dadi, il Bingo, ecc.
– giochi di movimento, come la dama, gli scacchi, tris, ecc.
– giochi con le parole, come cruciverba, anagrammi, ecc.

Osserva, inoltre, che in alcuni di questi prevalgono le abilità del giocatore, in altri la casualità. Ad Alfred non piacciono i giochi che dipendono troppo dalla fortuna, quelli d’ingegno, però, non gli sembrano adatti al grande pubblico.

Butts intravede una possibilità interessante nei giochi di parole, i suoi preferiti, e decide di inventare, nel 1931, un nuovo gioco da tavolo che chiama “Lexiko”.

Le regole sono abbastanza semplici: i giocatori ricevono un certo numero di lettere e devono cercare di formare delle parole. Il punteggio viene calcolato in base alla lunghezza delle parole. Vengono aggiunti, poi, dei punti premio per le parole contenenti le lettere meno frequenti (B, F, H, M, P, V, W, Y). Chi riesce, infine, ad impiegare anche lettere inusuali (J, K, Q, X, Z) ottiene un punteggio ancora più alto.

Alfred Butts richiede, nel 1933, la licenza per la commercializzazione di Lexiko, ma la sua istanza viene rifiutata.

Non si perde d’animo e contatta i due principali produttori di giochi: Parker Brothers e Milton Bradley, ma riceve, da entrambi, solo un rifiuto. Garbato, ma comunque un rifiuto.

Tu, al suo posto, che cosa avresti fatto?

[Fine prima parte]

 

Un commento su “Tenacia e creatività: puoi “inventare” la tua fortuna? (1ª parte)

  1. Michele

    Nel 1930… avrei tentato di dare una dimensione cartacea al gioco (magari sfruttando i contatti di The American Architect) per pubblicarlo nei quotidiani. Se l’operazione avesse riscosso successo sarei tornato a batter casa dai produttori di giochi.

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