Tenacia e creatività: puoi “inventare” la tua fortuna? (2ª parte)

Creatività, Scrabble, Scarabeo, Innovazione, Alfred Butts, Gioco da tavolo, Ecco la seconda parte dell’avvincente storia di Alfred Butts e della sua invenzione: un gioco da tavolo che a lui sembra geniale, ma che nessuno vuole produrre.

Do it by yourself, ovvero, gioca le tue carte

Convinto della bontà della sua invenzione, Alfred decide di produrre in proprio alcune copie del gioco. Si mette all’opera a casa, sul tavolo della cucina, per incollare le lettere su quadratini di legno compensato, costruire i supporti per appoggiare le lettere, ecc.

Nei cinque anni successivi ne produce circa 200 copie, che vende (e a volte regala) ad amici e conoscenti.

Continua a perfezionare il suo gioco e, vista la crescente popolarità delle parole crociate, decide di introdurre un tabellone quadrato, di 15 caselle per lato, su cui le parole che ogni giocatore forma devono essere incrociate con quelle esistenti.

Cambia anche il nome: “New Anagrams”, “Alph”, “Criss-Cross” ed infine “Criss-Cross words”. Lo presenta di nuovo alla commissione brevetti, ma il gioco viene respinto per la seconda volta. Non si scoraggia e lo propone ad altri produttori di giochi, tra cui Selchow e Righter, ma nessuno lo accetta.

Nel 1935 viene riassunto nel suo vecchio studio di architettura, “Holden, McLaughlin and Associates”, e “Criss-Crossword” viene momentaneamente messo da parte.

Entrust to the experts, ovvero, fidati di chi ne capisce

James Brunot, direttore del War Relief Control Board durante la seconda Guerra Mondiale, è prossimo alla pensione e sta cercano un’attività a cui dedicarsi. E’ appassionato, da tempo, del gioco “Criss-Cross word” e decide, insieme alla moglie, di commercializzarlo.

Stringe un accordo, nel 1947, con Alfred Butts: ottiene la concessione per produrre il gioco in cambio di una fee (di 2,50 centesimi) per ogni copia venduta.

I Brunot, grazie alla loro esperienza nella pratica gioco, apportano diverse migliorie: semplificano le regole, introducono le caselle premio e, dopo un’attenta ricerca di mercato, cambiano anche il nome. Nel dicembre del 1948 depositano il brevetto (che viene finalmente approvato) e registrano il nome “Scrabble®”.

La produzione iniziale è un po’ “artigianale”: i Brunot acquistano alcune componenti da diversi fornitori locali e le assemblano personalmente, riuscendo a produrre, così, circa 18 confezioni al giorno.

Nel 1949, il primo anno di produzione, vendono circa 2.300 copie, ma i guadagni sono, praticamente, nulli. Per la verità hanno un passivo, a causa delle spese di produzione, di  circa 450 dollari.

Nei due anni successivi la situazione non sembra migliorare e James Brunot è sul punto di abbandonare il progetto. Nel 1952, però, le cose sembrano mutare: c’è un interessante aumento delle vendite, dovuto, principalmente, al passaparola dei giocatori appassionati.

I Brunot comprendono che è necessario un salto di qualità: trovano una scuola abbandonata non lontano dalla loro casa in Connecticut e trasferiscono lì la loro attività.

Non possono prevedere che un evento “fortuito” e inaspettato, di lì a poco, cambierà radicalmente lo scenario.

[Fine seconda parte]

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