Come presentare un’idea creativa (2ª parte)

Pitch, Presentare idea creativa, business angels, incubatoriNella prima parte del post abbiamo visto alcune indicazioni per preparare un pitch da 30 secondi, da avere sempre pronto “in tasca” insieme ai biglietti da visita.

Se questo primo approccio è stato produttivo, o se sei riuscito ad incuriosire in altro modo dei potenziali investitori (magari candidandoti per una serata sulle nuove idee), hai bisogno di mettere a punto un altro pitch, questa volta da 5 minuti.

2. Una storia intrigante: pitch di 5 minuti

La situazione, adesso, si fa più impegnativa: devi parlare davanti a diverse persone, esperte di nuove idee imprenditoriali, e non sarai l’unica star della serata.

Puoi avere l’occasione di presentare la tua idea a meeting, conferenze, convegni, oppure ad eventi più specifici organizzati da incubatori (come H-Farm, M31, Digital Magics, The Hive, ecc.) oppure da associazioni di finanziatori (Italian Angels for growth, Italian Business Angels Network, ecc.).

I partecipanti hanno a disposizione 5-6 minuti per presentare la loro idea; in alcuni casi è previsto anche un breve spazio per domande e risposte.

Costruire il tuo pitch da 5 minuti, comunque, non è semplice come sembra.

La prima tentazione, come ricorda Fabrizio Capobianco, è quella di dire tutto, parlando rapidamente e mostrando, a velocità supersonica, decine e decine di slide. Ma questo è uno dei modi più rapidi per far naufragare il tuo progetto …

Ti consiglio, invece, di cominciare tracciando una mappa mentale degli elementi (tre o quattro) che rendono la tua idea unica. Per ognuno di questi, elenca due o tre benefici per gli utilizzatori. In questa fase cerca di ridurre al minimo le informazioni tecniche, finanziarie, ecc.

Con questi elementi costruisci una storia, che sia ricca di azioni ed emozioni (tralascia, per il momento, draghi e principesse …), una storia che racconti come il tuo “cliente” riesca a vivere meglio (o a lavorare, a viaggiare, ecc.), grazie al tuo prodotto/servizio.

Questo tuo pitch più che spiegare deve convincere ed appassionare.

Se non riesci a catturare il tuo pubblico con una presentazione” – ammonisce Katie Rae, direttrice di TechStars, incubatore di Boston,- “la tua azienda è bell’e finita”.

L’ideale sarebbe realizzare una breve animazione: in rete ne trovi tante interessanti da cui trarre ispirazione come, ad esempio, quella di Starteed o quella di Bizzabo.

Raccontare una storia affascinante, divertente, emozionante, può essere l’elemento determinante per distinguerti da tutti gli altri e per “fare colpo” su persone interessate al tuo progetto.

3. Un progetto promettente: pitch di 15 minuti

E’ il discorso più importante: tutto il lavoro fatto finora aveva lo scopo di arrivare qui, ad incontrare, a tu per tu, un investitore.

Può darsi che lui (o lei) abbia già ascoltato qualche tuo speech, oppure che sia la prima volta che analizza la tua proposta: in ogni caso, la tua presentazione deve essere impeccabile e affascinante.

Tieni conto che per un investitore finanziare un nuovo progetto comporta un rischio in termini di denaro, di reputazione, nonché un impegno di tempo, fatica, discussioni … ecco perché è così esigente.

Prendi di nuovo in mano la tua mappa e, partendo da questa, prepara una presentazione con una dozzina di slide in cui evidenziare, in modo chiaro e dettagliato, il cuore del tuo business, le peculiarità del mercato in cui intendi avventurarti, i principali competitor, le persone che vuoi coinvolgere, il piano finanziario, ecc.

Può esserti utile dare anche un’occhiata anche al post “16 Fundamental Questions To Explore Your Startup Idea” in cui Thomas Oppong, founder di “All top startups”, dà alcuni suggerimenti pratici per delineare meglio il proprio progetto.

L’errore più comune da evitare” – ricorda Katie Rae – “è di scimmiottare presentazioni, atteggiamenti e discorsi famosi. Non funziona mai. Non è la propria storia. Bisogna anzitutto essere autentici, o si andrà inevitabilmente incontro a un flop”.

Per quanto riguarda i dati fai attenzione a non esagerare: “Le presentazioni eccessivamente piene di numeri, grafici e tabelle sono orribili” – continua la Rae – “Bisogna attenersi, invece, al principio Kiss (Keep It Simple, Stupid)”.

Inserisci solo i dati più significativi (non intere tabelle), magari mettendo come sfondo un’immagine vivace che rappresenta l’argomento (una biblioteca per dati sulla cultura, un piatto di verdure per informazioni alimentari, ecc.).

Le slide rappresentano solo l’ossatura del tuo discorso: allenati a ripeterlo più volte, arricchiscilo con aneddoti e curiosità, preparati a fornire, all’occorrenza, approfondimenti e spiegazioni.

Ricorda che, per colpire nel segno, il tuo pitch deve essere interattivo: ogni tre o quattro slide fermati, verifica la comprensione, chiedi un feedback, rispondi ad eventuali domande, ecc.

Completata la presentazione, se sei riuscito a conquistare non solo l’attenzione, ma anche la fiducia, ti verranno poste delle domande (“Perché ha pensato di rivolgersi proprio a noi?”, “Quanto tempo e denaro occorre per realizzare un primo prototipo?”, “In quanto tempo prevede di lanciare il prodotto/servizio sul mercato?”, “Che tipo di supporto desidera da noi?”, ecc.).

Sei hai analizzato a fondo il tuo progetto e lo scenario in cui intendi muoverti, rispondere non sarà un problema. In caso di difficoltà, è meglio essere sinceri, ammettere che non sei in possesso delle informazioni richieste e che le invierai per email al più presto.

Bene, a questo punto, dovresti aver chiaro che, se intendi proporre una tua idea (per uno show tv, per un romanzo, per un’app, ecc.), è importante preparare tre diversi pitch in cui riversare, con differenti linguaggi, la tua passione e la tua creatività.

Un’ultima cosa: in bocca al lupo!

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2 commenti su “Come presentare un’idea creativa (2ª parte)

  1. Alberto Scocco

    Trovo un’ottimo suggerimento quello di utilizzare una mappa mentale come punto di partenza per ideare e impostare il pitch: specie se disegnata su carta, per un verso aiuta a focalizzare l’attenzione sugli elementi salienti, per l’altro consente una estrema sintesi di rappresentazione.

    Per la presentazione, una mappa mentale disegnata con cura su cartaceo (diciamo… “la bella copia” della precedente) può essere di grande impatto visuale e stimolare molto l’attenzione; a quel punto chi espone avrà gioco facile nel “dispiegare” le idee evocate nella mappa.

    Altra possibilità è quella di utilizzare una mappa mentale digitale, prodotta partendo da quella su carta e utilizzarla come supporto di esposizione, aprendo e chiudendo i rami.
    🙂

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