2014: tempo per la vita

2014, Nuovo Anno, Buoni Propositi, Mandela, TempoL’inizio di un nuovo anno è sempre un’occasione di riflessione, di verifica, di “ri-partenza”.

Dopo alcuni giorni di vacanza ci sembra di avere le idee più chiare (soprattutto se non abbiamo esagerato con gli zuccheri o con gli alcolici).

Sappiamo quali sono le cose che vorremmo cambiare (stress, vita sedentaria, ecc.), quelle da migliorare (forma fisica, tempo per noi, tempo per la famiglia, ecc.) e quelle che vorremmo abbandonare (fumare, mangiare eccessivamente, ecc.).

Il problema è che questi buoni propositi si affievoliscono nel giro di poche settimane, fino a svanire, lasciando un misto di delusione e di rassegnazione (tanto lo sapevamo che non avrebbe funzionato …).

Ci sono alcune persone, però, che riescono davvero a cambiare: le incontriamo, dopo qualche tempo, e le troviamo dimagrite, serene, (spesso abbronzate), con ritmi lavorativi più distesi e, soprattutto, con più voglia di vivere.

Mi sembra che ciò che caratterizzi queste persone sia un approccio centrato su alcuni elementi:

1. Più tätigkeit e meno arbeit: ovvero la passione di fare le cose
Ho avuto l’occasione di seguire anni fa, nella mia formazione, diverse lezioni del prof. Enzo Spaltro e uno dei concetti che ho trovato affascinanti era proprio questo: riuscire a passare dall’arbeit, il lavoro inteso come sforzo, fatica, al tätigkeit, ossia il desiderio e la forza di fare le cose, magari con slancio, con passione.

Possiamo provare a sviluppare un approccio creativo che ci consenta di ridurre al minimo l’arbeit (montagne di email inutili, chilometri in auto, riunioni poco produttive, ecc.) e dedicare più tempo ed energie al tätigkeit (incontri appassionanti, progetti redditizi, ecc.).

2. Gestione del tempo gratificante
Il tempo, lo sappiamo, è una “risorsa” limitata, non è reintegrabile (una volta trascorso non ritorna), non è immagazzinabile. Imparare a gestirlo al meglio è la base per una vita, personale e professionale, felice.

La frustrazione nasce principalmente dal divario tra ciò che vorremmo fare, ciò a cui teniamo, e quello che dobbiamo fare, che ci viene “richiesto”. Prima di mettere mano all’agenda per cercare di ottimizzare i tanti (forse troppi) impegni, dovremmo domandarci quali “soddisfazioni” vogliamo ottenere dal nostro tempo.

Mi viene in mente, a questo proposito, un esercizio molto interessante, proposto da Stephen R. Covey: “Immagina di compiere 100 anni e di essere circondato da tante persone (prova a visualizzare i loro volti), ognuno di loro ti fa gli auguri e dice qualcosa di te che apprezza particolarmente … che cosa credi diranno? Che cosa ti piacerebbe che dicessero?”.

Riflettere qualche minuto può aiutarci ad orientare le nostre azioni verso attività professionali più gratificanti (che solo noi, con l’unicità dei nostri “talenti” possiamo realizzare) e relazioni sociali ed affettive più appaganti.

3. Far brillare il talento
Ognuno di noi ha delle qualità, dei talenti, che gli permettono di essere utile, di risolvere dei problemi, di dare il proprio contributo.

La nostra paura più profonda” – affermava Mandela, nel 1994, nel suo discorso di investitura a presidente (citando Marianne Williamson) – “non è di essere inadeguati, ma di essere potenti oltre ogni limite. È la nostra luce, non la nostra ombra, a spaventarci di più. Ci domandiamo: ‘Chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso?’ In realtà chi sei tu per non esserlo?”.

Possono sembrare parole forti, ma credo che possano aiutarci a riflettere sull’uso che facciamo dei nostri “talenti”.

Bene, a conclusione di queste riflessioni per l’inizio del nuovo anno vorrei augurare, con le parole di Jacques Brel, a me, ai miei colleghi, ai miei amici, ai miei “followers” un 2014 ricco di vita!

Vi auguro sogni a non finire
e la voglia furiosa di realizzarne qualcuno,

vi auguro di amare ciò che si deve amare
e di dimenticare ciò che si deve dimenticare,

vi auguro passioni, vi auguro silenzi,
vi auguro il canto degli uccelli al risveglio e risate di bambini,

vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza,
alle virtù negative della nostra epoca.

Vi auguro, soprattutto, di essere voi stessi“.

Jacques Brel

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *