Ole Kirk Christiansen, il falegname creativo che ha conquistato il mondo (2ª parte)

Ole kirk Christiansen, LEGO, Innovazione, The Lego Movie, Godtfred ChristiansenEcco la seconda parte (la prima la trovi qui) dell’affascinante storia di Ole Kirk Christiansen e della sua azienda innovativa.

Nel Natale del 1933, viste le difficoltà economiche, Kirk fa appello, ancora una volta, alla sua tenacia e alla sua inventiva e decide di improvvisarsi distributore: carica i giocattoli sul camioncino e comincia a fare il giro dei negozi per venderli direttamente.

Certo è un abile artigiano, preciso e creativo, ma non ha la “sfrontatezza” del venditore. Con pazienza e costanza riesce a vendere quasi tutti i giochi, anche se al posto del denaro riceve, nella maggior parte dei casi, altri prodotti e cibo.

Le vendite procedono a rilento e Ole Kirk si rende conto che è necessario un cambiamento, un salto di qualità: bisogna ideare un nome e un logo d’impatto per rafforzare il brand.

Nel 1934 chiede ai dipendenti di suggerire qualche idea, ma nessuna lo convince a pieno. Dalle iniziali del suo mottoleg godt”, che in danese significa “gioca bene“, conia LEGO.

L’anno successivo investe tutti gli utili, circa 3.000 corone danesi, per acquistare una fresatrice; questa permette di produrre i giochi con maggior velocità e facilità, mantenendo sempre alta la qualità. Alla fine degli anni trenta l’azienda continua ad avere utili, nonostante le difficoltà del periodo bellico.

Nel marzo del 1942, durante l’occupazione nazista, la fabbrica Lego, a causa di un incendio originato da un temporale, viene di nuovo distrutta. Nelle fiamme bruciano tutti i disegni e i tutti modelli. L’ennesimo brutto colpo per i Christiansen, ma, ancora una volta, Ole Kirk sceglie di non arrendesi: si rimbocca le maniche e costruisce, in pochissimo tempo, una nuova fabbrica.

La sua curiosità verso le novità lo porta, nel 1947, a Copenhagen, per visitare una fiera campionaria. Qui rimane affascinato da una macchina che consente di stampare oggetti in plastica. Il costo è molto elevato, 30.000 corone (ben più dei profitti degli ultimi due anni della LEGO), ma Ole Kirk si consulta al telefono con il figlio Godtfred e decide di acquistare il nuovo macchinario.

All’inizio producono piccoli orsetti (Teddy bear) e sonagli, ma Ole Kirk non riesce a togliersi dalla testa dei piccoli mattoncini, “Kiddicraft Self-Locking Building Brick“, prodotti da Harry Fisher Page, che ha visto alla fiera.

Nel 1949, dopo una serie di progetti ed esperimenti, LEGO comincia a produrre i primi mattoncini, “Automatic Binding Bricks“. I bambini sembrano apprezzare molto questo gioco, ma i pezzi sono solo appoggiati e non si incastrano tra loro: basta urtarli per “demolire” l’intera costruzione.

La salute di Ole Kirk, nel 1951, comincia a vacillare a causa di un ictus, ma il fondatore continua a lavorare, con la passione di sempre, nell’azienda.

In occasione del suo 62° compleanno, nell’aprile del 1953, festeggia circondato dall’affetto dei figli e dei nipoti e dalla riconoscenza degli oltre 450 dipendenti.

Ole Kirk apporta continui miglioramenti ai mattoncini (come il sistema ad incastro “stud-and-tube”) e, nel 1954, su suggerimento del figlio Godtfred, introduce nella produzione nuovi pezzi (per il tetto, le finestre, ecc.).
I Christiansen comprendono che è necessario “rivoluzionare” il loro prodotto e creare un “sistema di gioco” che possa stimolare la creatività dei bambini: nascono, così, i LEGO Mursten (Mattoncini LEGO).

La LEGO festeggia, nel 1957, 25 anni di attività e Ole Kirk, stanco e soddisfatto, decide di ritirarsi e di affidare ai suoi figli la gestione dell’azienda: Godtfred diventa l’Amministratore Delegato, Karl Georg direttore di produzione delle materie plastiche e Gerhardt dei prodotti in legno.

Nel marzo del 1958 Ole Kirk Christiansen muore, lasciando un’azienda florida, innovativa che, con i suoi prodotti, divertirà intere generazioni di ragazzini (e di genitori). Non immagina, forse, che i “suoi” mattoncini LEGO verranno premiati, nel 2000, come “gioco del secolo”.

Questa storia, che trovo avvincente ed istruttiva, può aiutarci a comprendere che:

La creatività nasce nelle difficoltà, quando le soluzioni usuali non funzionano e, per risolvere un problema, dobbiamo attivare tutte le nostre risorse;

Non siamo spacciati finché non smettiamo di lottare: la determinazione e la passione di Ole Kirk lo hanno portato a superare incendi, lutti, rovesci economici;

L’innovazione richiede una continua riflessione su ciò che stiamo facendo, su come lo stiamo facendo e su ciò che avviene intorno a noi;

Il coraggio di sperimentare apre la strada al successo: tradurre le idee in “prodotti”, accettando i rischi che questo comporta, è l’unico modo per verificare le nostre intuizioni e “trasformare” la realtà.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *