Ole Kirk Christiansen, il falegname creativo che ha conquistato il mondo

Lego, Ole Kirk Christiansen, Mattoncini Lego, Danimarca, Billund, Falegname, Creatività, C’è una grande azienda, famosa per aver prodotto un “gioco” che appassiona, da decenni, i bambini di tutto il mondo. Ognuno di noi ci ha giocato ore ed ore da piccolo e, probabilmente, continua a farlo anche da adulto.

La storia di questa azienda eccellente, forse non tutti lo sanno, è iniziata nella bottega di un semplice falegname.

E’ una storia che io ho trovato affascinante, ricca di colpi di scena, di dolore e di sconfitte, ma pervasa, costantemente, dalla tenacia, dalla passione e dalla creatività. Procediamo con ordine.

Il falegname non si chiama Geppetto (e neanche Giuseppe), ma Ole Kirk Christiansen, il tredicesimo figlio di una vivace ed umile famiglia di agricoltori dello Jutland, nell’ovest della Danimarca.

Ole Kirk è un ragazzino attento, curioso, che sperimenta fin da piccolo le difficoltà della vita e l’importanza di sviluppare l’inventiva per fronteggiare i problemi quotidiani. All’età di quattordici anni, nelle ore libere dalla scuola, frequenta la bottega del fratello maggiore, Kristian Bonde, per imparare il mestiere di falegname.

Completati gli studi, nel 1911 va a lavorare in Germania e in Norvegia, dove conosce Kristine Sorensen, una ragazza simpatica e graziosa di cui, presto, s’innamora. Nel 1916 torna in patria, si sposa con Kristine e investe tutti i suoi risparmi per acquistare una falegnameria a Billund, nel sud della Danimarca.

Negli anni successivi la vita procede serena: nascono quattro figli, mentre Ole Kirk costruisce mobili ed arredi interni per le fattorie della regione. Nel 1924, una domenica pomeriggio, mentre Ole e Kristine riposano, i bambini, giocando con i trucioli di legno, fanno scoppiare un incendio che distrugge completamente la bottega.

Ole Kirk non si perde d’animo, ricostruisce velocemente un laboratorio più grande e amplia la produzione, aggiungendo diversi articoli per la casa (assi da stiro, scale, ecc.).

All’inizio degli anni ’30 il lavoro comincia a scarseggiare, a causa della Grande Depressione, e nel 1932 Christiansen è costretto a licenziare i dipendenti e a chiudere l’attività. Pochi mesi dopo muore anche Kristine e Ole Kirk rimane da solo, senza lavoro, con quattro figli da crescere.

Ancora una volta non si scoraggia e, per far divertire i suoi bambini, realizza qualche giocattolo di legno. Il risultato è sorprendente: i bambini apprezzano molto i camioncini e le macchinine e passano ore intere a giocarci.

Christiansen intuisce la possibilità di un nuovo business e utilizza le scorte rimaste per costruire giocattoli. Li realizza a mano, con passione e creatività, ponendo una particolare cura sia nel design sia nella realizzazione. Godtfred, il terzogenito, nelle ore libere dalla scuola, inizia ad aiutare il padre nel lavoro.

Un grossista di un’importante catena rimane affascinato dalla qualità dei giocattoli di Ole Kirk e gli commissiona un ordine consistente, chiedendo la consegna entro le feste di Natale. La fortuna sembra, finalmente, sorridere ai Christiansen.

Seguono settimane d’intensa attività, Kirk assume anche alcuni aiutanti e il lavoro, con impegno a fatica, procede, quando, un giorno, giunge una lettera in cui il grossista comunica che ha dichiarato bancarotta e non è in grado di pagare.

Questo significa che, con tutta probabilità, per quel Natale né i Christiansen né i loro lavoratori avranno i soldi per comprare il cibo.

[fine prima parte]

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