The Lego Movie: elogio del caos creativo

Lego Movie, Creatività, LEGO, Business, Innovazione, Winnicott,Ero un po’ titubante, devo ammetterlo, nell’andare a vedere “The Lego Movie”, un film d’animazione, girato in stop-motion, che ha per protagonisti mattoncini e personaggi Lego.

Il risultato, invece, è una storia molto piacevole, dinamica, divertente, condita, qua e là, con battute spassose ed originali colpi di scena.

Il protagonista, Emmet Brickowski, vive nella tranquilla cittadina di Bricksburg; è preciso, ordinato, segue le regole, è orgoglioso di lavorare nella squadra di costruzioni del Presidente Business, che esorta i suoi uomini a far “saltare per aria tutte le costruzioni strane”.

La sua vita, come quella degli altri personaggi, scorre ordinaria e ripetitiva: tutti guardano gli stessi programmi televisivi, acquistano lo stesso tipo di caffè, cantano la stessa canzone (“E’ meraviglioso!”), si salutano e si muovono in perfetta sincronia.

Il pubblico adulto riconosce facilmente, in questo scenario, riferimenti a film come “The Thruman Show”, o a romanzi come “1984”, di George Orwell.

Emmet, ad un tratto, incontra dei personaggi (come la vivace WyldStyle e il saggio Vitruvius) che lo trascinano in un’avventurosa ricerca, in cui scopre di essere considerato “quello speciale”, il “prescelto” che salverà il mondo.

Gli spettatori più piccoli non riescono a cogliere il simpatico riferimento a Marco Vitruvio Pollione, architetto e scrittore romano del I sec. a.C, autore del famoso “De Architectura” (l’unico testo sull’architettura giunto integro dall’antichità), che ha rappresentato un caposaldo teorico dell’architettura che ha ispirato centinaia di autori illustri, a cominciare da Leonardo da Vinci.

Ma torniamo al film. Ciò che rende questa storia originale, rispetto alle tante altre di questo filone (“Brasil”, “Matrix”, ecc.), è che il protagonista è un tipo ordinario, che non ha mai avuto un’idea geniale, anzi, confessa candidamente che, in vita sua, non ha mai avuto un’idea.

Non svelo l’evoluzione e l’epilogo del film (anche se dubito che ci siano molti ragazzini tra i lettori di questi blog), ma condivido qualche riflessione.

– Emmet, abituato da sempre a seguire le istruzioni, quando si trova davanti ai problemi fatica (come qualcuno di noi) a trovare delle soluzioni brillanti. La creatività è un “muscolo”: più la alleni più diventa facile attivarla. Non è necessario trovarsi alle strette per cominciare ad immaginare delle soluzioni “alternative” ai problemi quotidiani…

– Mr. Business vuole avere il pieno controllo della sua azienda e della città. Quando si accorge che questo non è più possibile, tende a bloccare e a “cristallizzare” tutto (questo mi ricorda qualche manager “vecchia maniera”). Le aziende più innovative, invece, sono quelle più flessibili, capaci di riconoscere ed “assecondare” i cambiamenti, di modificare velocemente il proprio modo di lavorare

– Nelle sue avventure, Emmet scopre che esistono altre città e altri “mondi” di cui ignorava l’esistenza. Da ognuno di questi mondi trae ispirazione per le sue azioni. Le persone più creative frequentano ambiti diversi dal proprio, visitano mostre e fiere, assistono a concerti e rappresentazioni, creano “connessioni” tra opere d’arte e le problematiche di business che si trovano ad affrontare …

– La bella Wyldstyle è uno spirito ribelle, dinamica e creativa stimola Emmet a rompere le regole e a scoprire le sue potenzialità sopite. Prova ad individuare, tra i tuoi amici e colleghi, qualcuno che ha fiducia in te, che valorizza il tuo lavoro, che ti stimola a sviluppare le tue potenzialità creative … e frequentalo un po’ di più

– Una volta iniziato il suo “viaggio di scoperta”, Emmet osserva la realtà con occhi diversi, riesce a “riconoscere” i diversi pezzi che compongono le città e impara a ricombinarli per creare nuovi “oggetti”. Prova anche tu, ogni tanto, a giocare con le idee, a riorganizzare e ricombinare gli elementi del tuo lavoro alla ricerca di nuovi accostamenti e nuove soluzioni

Come ricordava Donald Winnicott, noto psicoanalista inglese, “La creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all’esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo.”

Buon divertimento!

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