Vivi come un viaggiatore (creativo)

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Photo by @scottmliddell

Le ferie hanno un piccolo, inevitabile, difetto: ad un certo punto finiscono. Anche se questa estate non è stata (almeno per il meteo) una delle migliori, quelli che, come me, sono riusciti a godere di qualche settimana di vacanza hanno il problema di rientrare al lavoro.

Imperversano, sui blog e sui social network, decaloghi e consigli per affrontare, al meglio, la “sindrome da post-rientro”. Suggerimenti come bere molta acqua, stare all’aria aperta, fare attività fisica, ricominciare gradatamente le attività lavorative, però, mi sembrano piuttosto scontati…

E se, invece, capovolgessimo la situazione e provassimo a vivere, ogni giorno, con l’approccio del viaggiatore?

Mente e occhi aperti
Il viaggiare è fatale ai pregiudizi, ai bigottismi e alle menti ristrette” M. Twain

Quando visitiamo un posto per la prima volta, soprattutto se è un paese straniero, siamo particolarmente vigili, come se una parte del nostro cervello fosse in modalità “on”. Osserviamo con attenzione le persone (come si vestono, come si comportano, ecc.), i luoghi (cercando di individuare punti di riferimento utili) e annotiamo ogni cosa (qualcuno sul taccuino, qualcuno sullo smartphone). Riusciamo a cogliere, così, molti elementi tipici e numerosi particolari interessanti (che non vediamo l’ora di condividere con gli amici). Come ricorda Yogi Berra, allenatore di baseball statunitense, “You can observe a lot by just watching.”

Prova ad osservare la tua città, la tua azienda, il tuo ristorante, la tua palestra come un turista: cosa noti?

 

Voglia di incontrare e conoscere
“La nostra destinazione non è mai una località ma piuttosto un modo di vedere le cose”. Henry Miller

Ciò che ci spinge a viaggiare è il desiderio di visitare luoghi affascinanti, di conoscere altre culture, altre tradizioni, in definitiva, altri punti di vista. Ci documentiamo, leggiamo guide, visitiamo siti web, consultiamo gli amici, in una sorta di caccia al tesoro per rendere più fruttuoso e gratificante possibile il nostro viaggio. Una volta arrivati, visitiamo musei, chiese, mostre, città d’arte, parchi naturali, luoghi d’interesse storico, ecc. Siamo ben disposti ad incontrare le persone, ad ascoltare le loro storie, a scoprire aneddoti, espedienti, ricette tipiche, ecc.

Come potresti rendere più fruttuosa e gratificante la tua attività professionale (o la tua presenza in azienda, in famiglia, ecc.)?

 

Predisposizione a sperimentare (ed assaggiare)
Il viaggio non soltanto allarga la mente, le dà forma.” Bruce Chatwin

In vacanza siamo più propensi ad avventurarci in luoghi e in contesti nuovi; ci facciamo meno problemi e affrontiamo le situazioni con maggior leggerezza ed intraprendenza. Assistiamo a spettacoli, rievocazioni, concerti di generi musicali differenti. Anche a tavola siamo disposti a sperimentare cibi e bevande “inusuali” o, comunque, diversi dalla nostra alimentazione abituale. In altre parole, tendiamo ad uscire dalla nostra zona di confort.

Che cosa potresti sperimentare (di lecito e di decoroso) per arricchire le tue esperienze professionali e ampliare la tua zona di confort?

 

Desiderio di espandere conoscenze ed esperienze
“Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda la memoria della meta da cui è tornato.” Edgar Allan Poe

Lo so che, spesso, torniamo a casa con qualche chilo in più … ma non intendevo questo. Ogni viaggio ci arricchisce: incrementa le nostre conoscenze, le nostre esperienze ed espande la nostra mente. Ci permette di vivere situazioni ed emozioni che rimarranno impresse a lungo e diventeranno parte di noi. La parte più bella di ogni viaggio è quella che entra nella nostra vita di tutti i giorni e diventa una “nuova abitudine”.

Quali nuove abitudini “creative” potresti introdurre nelle tue attività settimanali?

Certo, quando torniamo da un viaggio particolarmente affascinante, un po’ di nostalgia si fa sentire, ma credo che sia possibile riuscire a vivere, nella realtà di tutti i giorni, con uno spirito da viaggiatore. Come ricorda Marcel Proust, d’altronde, “La vera scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere occhi nuovi”.

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