Anno nuovo, nuovi stimoli creativi

2015, Anno nuovo, stimoli creativi, #perdieciminuti, gentilezza a casaccio, Happiness Project, Confort zone, Ti piacerebbe, nel 2015, diventare più creativo/a?

Nel post “Un 2015 ricco di … errori creativi” ho indicato alcuni suggerimenti per affrontare il nuovo anno in modo diverso, con un approccio più dinamico e creativo (se non lo hai ancora letto, questo è un ottimo momento 😉 ).

Sono un fervente sostenitore del cambiamento e delle novità. Il nostro cervello, lo sappiamo, è “progettato” in base a principi di economia: una volta che abbiamo imparato a fare qualcosa, tendiamo a farla sempre allo stesso modo.

Percorriamo la stessa strada per andare al lavoro (in palestra, al supermercato, ecc.), svolgiamo le nostre attività allo stesso modo, andiamo a prendere il caffè nel solito bar, a mangiare nello stesso ristorante, ecc.

Tutto questo, però, non agevola la nostra creatività … che ne dici, invece, di iniziare l’anno con una ventata di novità?

Fare ogni giorno, per 10 minuti, una cosa mai fatta
Chiara Gamberale, scrittrice e conduttrice radiofonica e televisiva, nell’articolo “Quei dieci minuti che ti cambiano la vita” racconta quando, in un momento difficile della sua esistenza, ha ricevuto una proposta intrigante: «Perché non provi a fare ogni giorno, per un mese, per dieci minuti, una cosa che non hai mai fatto prima?».

Chiara ha cominciato, così, a sperimentare una serie di comportamenti per lei “insoliti”, come mettere uno smalto fucsia, camminare di spalle nel centro città, stare alla cassa di una libreria, suonare il violino, fare la doccia dai vicini, ecc. Questa esperienza è stata così avvincente che Chiara ha deciso di raccontarla (con i dovuti adattamenti) nel romanzo “Per dieci minuti”.

Il libro, e soprattutto l’“esercizio dei dieci minuti” (suggerito, in origine, dal pedagogista austriaco Rudolf Steiner), ha affascinato tante persone, si è formata una sorta di community che, con l’hastag #perdieciminuti, ha condiviso piccole “prodezze” quotidiane. A marzo 2014 è andata in onda, su laeffe, l’omonima trasmissione televisiva.

Se desideri, invece, suggerimenti per avventure più sfidanti, ti consiglio di guardare “Try something new for 30 days” in cui Matt Cutts racconta, in modo appassionato e divertente, di come ha scalato il Kilimangiaro, scritto un romanzo in un mese, ecc.

Praticare gesti di gentilezza a casaccio.
Anne Herbert, scrittrice californiana, nel 1983 si trovava in un ristorante a Salsito (California), quando ha avuto un’ispirazione: “Practice random kindness and senseless acts of beauty“. Ha annotato questa frase su un tovagliolino, senza immaginare che, in poco tempo, avrebbe fatto il giro del mondo.

Non so quanto di questa storia sia realtà e quanto sia stato romanzato, fatto sta che questo messaggio (che alcuni attribuiscono al prof. Chuck Wall del Bakersfield College in California) ha appassionato tante persone, che hanno dato vita ad un vero e proprio “movimento”.

C’è chi ha ridipinto le pareti rovinate di una scuola, chi ha pagato il pedaggio al casello per le sei auto dietro di lui, chi ha consegnato pasti caldi ai poveri, chi ha lasciato una mancia generosa ad una cameriera incinta, chi ha piantato fiori lungo la strada, chi ha riverniciato le panchine di un parco e compiuto tanti altri gesti (citati anche dal mio amico Mark Victor Hansen nel 2°volume di “Brodo caldo per l’anima“) di generosità quotidiana.

E’ molto bello, a questo proposito, anche il video “Unsung Hero” oppure “Kindness is a boomerang”.

La “Random acts of kindness Foundation” si occupa di promuovere e diffondere una cultura della gentilezza. Raccoglie suggerimenti ed esperienze per “kindness ideas”, fornisce materiali per insegnanti che desiderano realizzare ambienti di apprendimento positivi e incoraggianti, ecc.

Credo che impegnarci per “illuminare” la giornata di un’altra persona attraverso un piccolo gesto di “gentilezza creativa” sia un ottimo modo per stimolare la nostra mente (e per contribuire a migliorare le cose …).

The Happiness Project
Gretchen Rubin, scrittrice newyorkese, è l’ideatrice di “The Happiness Project”. Ha dedicato un anno a raccogliere interviste ed esperienze di vita, a leggere libri e studiare materiali e ricerche scientifiche su come essere felici. Ha raccolto queste sue ricerche nel volume “The Happiness Project”: il libro è balzato subito in testa alle classiche, ha venduto più di un milione di copie ed è stato tradotto in oltre trenta lingue.

Gretchen è una donna brillante: è stata una delle prime a cui LinkedIn ha chiesto di diventare “Influencer” (è seguita da oltre 1.400.000 persone), è stata nominata una delle “100 Most Influential People in Health and Fitness”, una delle “Top 50 Leadership e Management Experts”, e una dei “22 Brilliant Thinkers Everyone Should Follow on Twitter” di Business Insider.

La felicità non è un sogno irrealizzabile, ma un approccio diverso alla vita” – sostiene la Rubin – “le teorie vanno bene, ma solo quando le puoi tradurre in un piano concreto.” Le sue idee hanno originato una sorta di movimento con numerosi gruppi, sorti nelle principali città americane, che si riuniscono per condividere idee e per mettere a punto dei “progetti felicità”.

Credo che questi tre approcci, oltre ad essere interessanti e divertenti, rappresentino uno stimolo prezioso per vivacizzare la nostra mente ed agevolare la nostra creatività.

Ti sei mai domandato che cosa avviene nel nostro cervello, quando sperimentiamo un comportamento inusuale o quando compiamo un gesto di generosità?

Oltre all’ampliamento delle connessioni neuronali, si scatenano delle reazioni chimiche affascinanti, come mostra il video “The Science of Kindness”.

Bene, queste storie mi sembrano degli spunti interessanti per sperimentare qualche cambiamento nelle nostre giornate e per iniziare l’anno con una ventata di novità!

4 commenti su “Anno nuovo, nuovi stimoli creativi

  1. Giovanni Lucarelli Autore dell'articolo

    Ottime riflessioni, Fabio,
    anche io sostengo che, vista la complessità della realtà che ci circonda, il principio aristotelico del “tertium non datur” vada “aggiornato” ed esteso, con un approccio creativo, in “tertium datur” o meglio: esiste non solo una terza possibilità, ma anche una quarta, una quinta, una sesta, ecc.

  2. Stefania

    Pensa che coincidenza, proprio stamattina pensavo ho “lavorato” per realizzare il progetto di qualcun’altro, senza che me lo chiedessero.

    Leggere questo articolo è stato gratificante, possiamo creare una comunità di persone che costruiscono e condividono GIOIA!

    Grazie

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