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E tu, sei un divergente?

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Foto by Louish Pixel

In questi giorni è arrivato, nelle sale italiane, il film “Insurgent”, il secondo episodio della trilogia “Divergent” scritta da Veronica Roth.

Sono andato a vederlo e, ad essere sincero, non mi è piaciuto molto: mi sembra che sia stata (eccessivamente) sacrificata la storia a vantaggio di azioni ed effetti un po’ troppo “speciali”.

Ho trovato i libri di Veronica Roth interessanti: lo stile, per la verità, non è straordinario, mi è sembrato piuttosto semplice e, a volte, un po’ troppo “asciutto”. La narrazione, comunque, ha un buon ritmo, è coinvolgente e la storia ha un che di avvincente.

Veronica, classe 1988, è laureata in scrittura creativa presso la Northwestern University. Ha iniziato a scrivere i primi appunti su “Divergent” nel 2006, durante le vacanze estive, poi ha lasciato “maturare” le idee per quasi quattro anni e, nel giro di sei mesi, ha completato il primo romanzo. Nel 2012 è uscito “Insurgent” e nel 2013 “Allegiant”, e la trilogia ha venduto, complessivamente, oltre 20 milioni di copie.

Non si aspettava tutto questo successo e si è trovata spesso “assediata” da fan scatenati durante le presentazioni dei libri, le conferenze, le interviste, ecc. Veronica ha confidato che ha la curiosa abitudine di scrivere con il computer posto sopra il tapis roulant, in modo da camminare (lentamente) mentre scrive.

Ho contattato Veronica per un’intervista, ho scambiato un paio di email con David Mortimer, il suo agente; dopo un inizio promettente, però, non abbiamo concluso nulla: Veronica, in questi mesi, è molto impegnata nella scrittura di un nuovo progetto.  Ho cercato di carpire qualche “anticipazione”: il nuovo romanzo (“sul genere di Star Wars”) uscirà nel 2017 e riguarderà la storia di un’amicizia, o meglio di un’alleanza, tra due ragazzi che, sebbene nemici, decidono di collaborare per ottenere ciò che desiderano: l’uno la redenzione, l’altro la vendetta.

Ho preso spunto, dalla trilogia “Divergent”, per il mio nuovo post su Wired in cui faccio qualche riflessione su creatività e pensiero divergente:  esistono davvero persone divergenti? Che vantaggi hanno? Come è possibile diventare una di loro?

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