Estate: tempo di letture (creative)

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Foto: “Reading” by Moyan Brenn

Leggo, in modo più o meno costante, durante tutto l’anno; l’estate, però, ha un fascino particolare. Ci sono libri, che ho accumulato nei mesi invernali e che “straripano” dal mio comodino (e dal mio ebook reader), che voglio finalmente prendere in mano.

L’estate, per chi sa concedersi qualche settimana di vacanza, è il momento privilegiato per dedicare del tempo alla lettura. Comodamente seduti, al fresco, in collina o in montagna, oppure sdraiati sotto l’ombrellone in riva al mare, o in un parco cittadino, possiamo finalmente tuffarci nei nostri libri.

Hai mai pensato agli effetti benefici della lettura sulla tua mente (e sulla tua creatività)?

Preferisci i saggi o i romanzi?

Leggere ci consente di affacciarci su “mondi” diversi da quello in cui siamo soliti vivere, ci permette di “conoscere” personaggi, vicende e storie avvincenti. Uno dei miei insegnanti di sceneggiatura ripeteva spesso: “Il cinema è la realtà, a cui sono state tolte le parti noiose”. I libri più piacevoli che ho letto avevano ben poco di noioso e hanno contribuito a far “galoppare” la mia fantasia e la mia creatività.

Confesso che leggo (soprattutto per motivi di lavoro) molti più saggi che romanzi.

I saggi stimolano, principalmente, le funzioni cognitive, come l’intelligenza, la curiosità, la memoria, l’apprendimento,  ecc. Espandono le nostre conoscenze, dilatano la mente e, in alcuni (fortunati) casi, schiudono nuovi orizzonti di approfondimento e di ricerca.

I romanzi colpiscono dritti al cuore, ci appassionano, ci fanno entrare nella vita dei protagonisti, ci rendono partecipi di vicende ambientate nei secoli passati o in un improbabile futuro. Ciò che ci incuriosisce e ci affascina è proprio vivere, in prima persona, tali storie. I romanzi nutrono la curiosità, il desiderio d’avventura, la voglia di emozioni e la passione per le storie.

Leggere plasma la mente

Che cosa accade nella nostra mente, quando leggiamo un romanzo?

Leggere un romanzo stimola e modifica completamente il nostro cervello, non solo le aree relative al linguaggio.  Quando incontriamo parole che descrivono profumi o sapori (come “liquirizia”, “basilico” o “peperoncino”), si attiva la corteccia orbito-frontale ( che percepisce gli odori “reali”), quando leggiamo frasi che descrivono azioni fisiche (“Paolo spicca un salto”, “Dà un calcio alla sue vecchie abitudini”), viene coinvolta la corteccia centrale (che controlla i movimenti “reali”), ecc.

Annamaria Testa, nell’articolo “Leggere romanzi cambia il cervello”, spiega, in modo esemplare, che cosa avviene nella mente durante la lettura di un romanzo.

Natalie Phillips, ricercatrice presso il Center for Cognitive and Neurobiological Imaging dell’Università di Stanford, ha analizzato (tramite Risonanza Magnetica Funzionale) il cervello di 18 studenti in materie umanistiche, mentre leggevano il romanzo “Mansfield Park” di Jane Austen.

Ha chiesto ai partecipanti di leggere prima un capitolo “liberamente”, per divertimento, e, successivamente, di leggerlo attentamente, per farne un’analisi letteraria. La Phillips ha notato un cambiamento significativo nell’attività cerebrale:  durante la seconda fase, quella della “lettura critica”, c’è stato un consistente aumento del flusso sanguigno, in particolare nella corteccia prefrontale.

Velocisti e “maratoneti”

Nell’ottobre 2014, Beppe Severgnini ha incontrato gli studenti milanesi in occasione dell’evento “Libriamoci”, promosso dai Ministeri della Cultura e dell’Istruzione (qui trovi un bel video con una sintesi del suo intervento).

Se nella vita volete diventare atleti mentali, dovete imparare sia a correre breve, sia a correre lungo” – ha esordito Severgnini – “A correre breve siete portati e siete abituati, dovete imparare la respirazione dei 10.000 metri. I libri, in questo, sono insostituibili.”

Siamo abituati, in effetti, a leggere tweet e brevi post, a volte articoli di qualche pagina, sempre con il fiato corto, andando veloce, concentrandoci per pochi minuti.

La lettura di un libro, invece, per coinvolgerci ed affascinarci, richiede del tempo, richiede attenzione prolungata e respirazione profonda.

Trovo molto interessante l’esortazione di Severgnini ad allenarci a correre distanze maggiori, ad imparare la respirazione dei 10.000 metri, ad essere (forse) un po’ più lenti ma più costanti.

Lettura e creatività

Leggere un libro stimola anche la tua creatività?

Un buon libro, che sia un saggio o un romanzo, rappresenta una sorta di allenamento per la nostra mente: leggere migliora l’attenzione e la concentrazione, rafforza la memoria e rende la mente più acuta e perspicace.

Amplia le conoscenze, permettendo di apprendere nuove informazioni e di creare nuovi collegamenti tra quelle esistenti, arricchisce il vocabolario personale e migliora l’abilità di scrivere.

La lettura consente di affinare anche alcune abilità, come l’intuito, l’attenzione ai dettagli, la capacità di elaborazione, l’immaginazione,  il problem solving, che sono strettamente collegate alla creatività.

Durante una lettura appassionante, il nostro cervello si “stabilizza” sulle “onde alpha” (onde cerebrali con una frequenza  tra 8 e 13 hertz), che favoriscono la produzione di ormoni (tra cui endorfine, melatonina e molecole antinfiammatorie) e stimolano l’immaginazione, la memoria e l’intuizione creativa.

Devo confessare che a me vengono spesso nuove idee mentre sono immerso nella lettura di qualcosa di coinvolgente.

Leggere, lo avrai compreso, offre dei benefici consistenti alla nostra mente, alle nostre facoltà di pensiero e alle nostre abilità creative; visto che non ci sono controindicazioni, non ti rimane che … scegliere un paio di libri da portare con te in vacanza!

5 commenti su “Estate: tempo di letture (creative)

  1. Marina

    Concordo in pieno 🙂 Tu pensa che per “bilanciare” la lettura di un saggio in inglese mi sono tuffata nella saga de Il trono di Spade…
    Effettivamente dovremmo leggere più romanzi per liberare la fantasia, non solo brevi articoli o saggi.

    Grazie, bel post!

  2. Pingback: Che cosa succede quando “abbiamo un’idea creativa”? | maticciofive

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