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Tre cose, sulla creatività, che ho imparato a Valencia (2ª parte)

“Joaquin Manuel Fos” – Museo de la Seda de Valencia (Spagna)

Ecco la seconda parte delle mie riflessioni sulla creatività in occasione del mio viaggio a Valencia.

Joaquin Manuel Fos, come ti stavo dicendo, simula la sua morte per poter partire alla ricerca dei segreti per ottenere dei filati  di alta qualità.

Racconterà di essere stato “principe a Lucca e Firenze, ricco mercante di Venezia, soldato intrepido a Torino, pellegrino a Roma, abate studioso a Napoli, venditore ambulante di filati e tessuti a Parigi, domestico, fruttivendolo, operaio giornaliero in una fabbrica di stoffe in Francia”.

Durante questi suoi viaggi (visiterà anche Atene, Costantinopoli e l’Asia Minore) apprende diverse tecniche per lavorare le stoffe. Tornato a Lione, all’epoca centro all’avanguardia nella lavorazione della seta, riesce finalmente a scoprire i segreti della fabbricazione della seta, in particolare comprende come ottenere l’effetto moiré.

Nel 1755 torna a Valencia rivelando la sua vera identità e viene accolto con grande commozione da familiari e amici. Applica subito le conoscenze che ha appreso nei suoi viaggi alla sua fabbrica, ottenendo filati e sete di qualità eccellente.

Riceve apprezzamenti e numerosi incarichi di consulenza dal Re Ferdinando VI, dal Presidente del Sindacato dell’Arte della Seta, ecc. Continua a viaggiare (in Francia, Inghilterra, Germania e Olanda) per aggiornare le sue conoscenze e per avviare relazioni commerciali. Nel 1777, a seguito del suo lavoro presso la corte di Carlo III (succeduto a Ferdinando VI), viene nominato dal Re Ispettore Generale delle Fabbriche della Seta di Valencia, nonché Referente della Giunta del Commercio di Valencia.

Come imprenditore, Joaquin è sempre stato lungimirante: ha premiato, in modo generoso, gli operai che si distinguevano per impegno e creatività e ha stimolato la crescita professionale di tutti i suoi dipendenti, dando vita ad una scuola di formazione (Escuela de oficiales en Valle de Ayora).

  • Quali espedienti potresti attuare per raccogliere informazioni utili su nuovi processi o prodotti?
  • Dove potresti “viaggiare” per trovare stimoli professionali?

 

Capovolgere il punto di vista: nella tana del gorilla

Quanto sarebbe interessante poter osservare gli animali muoversi nel loro habitat naturale?

Il primo zoo moderno (ancora attivo) è il Tiergarten Schönbrunn di Vienna, fondato nel 1752 dall’Imperatore Francesco I. Lo Zoo di Londra, inaugurato nel 1828, invece, è stato il primo “zoological garden” (giardino zoologico, poi abbreviato in “zoo”). Lo scopo principale era quello di “esibire” animali “esotici”, che venivano custoditi all’interno di gabbie, in condizioni spesso molto diverse da quelle del loro habitat naturale. In questi zoo venivano anche svolte alcune osservazioni e sperimentazioni scientifiche.

Nel corso degli anni, il concetto di giardino zoologico si è evoluto in varie forme (zoo safari, parchi a tema, acquari, fattorie didattiche, ecc.) fino ai bioparchi immersivi.

Il Bioparc di Valencia, inaugurato nel 2008, è stato progettato e costruito ispirandosi ai principi della zoo-immersione. Riproduce, in modo accurato, l’ecosistema originale degli animali: non ci sono gabbie o inferriate, le costruzioni e le barriere sono “nascoste” e perfettamente integrate con l’ambiente. Anche la vegetazione è stata curata con particolare attenzione, integrando piante originali e vegetazione locale.

I visitatori hanno, quindi, la possibilità di passeggiare dentro l’habitat naturale degli animali, di osservare il comportamento delle varie specie e di esplorare la flora e la fauna delle quattro zone ambientali ricostruite (la Savana, la foresta equatoriale, il Madagascar e le zone umide).

Questo Bioparco, quindi, ben lontano dall’approccio dei primi zoo, ha il duplice obiettivo di preservare l’habitat naturale e di favorire la salvaguardia delle specie.

  • Come potresti aiutare i tuoi clienti a fare un’esperienza “immersiva” nel tuo servizio (o prodotto)?
  • Come potresti capovolgere il tuo “solito” punto di vista e  offrire servizi e prodotti innovativi?

 

Mi auguro che questi spunti abbiamo stimolato la tua curiosità e che possano esserti d’aiuto per “rivitalizzare” la tua creatività, al rientro dalle vacanze, e per generare, e realizzare, nuove idee.

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