Scrivere a mano, Poetry Day e creatività

Sono stato invitato, alcune settimane fa, a prendere parte al “World Poetry Day”, un progetto per valorizzare la poesia, la scrittura e la creatività (sponsorizzato dalla Viking, azienda di prodotti di cancelleria). Il mio blog è stato selezionato insieme ad altri 19 in Italia, e altri 99 in Europa, per contribuire al #VikingWorldPoetryDay 2019 e ho ricevuto uno splendido kit per dare libero sfogo alla mia creatività.

World Poetry Day Kit (by Viking)

Ho accettato ben volentieri, come puoi immaginare, di “sporcarmi le mani” con penne e colori, per ritagliarmi qualche momento da dedicare alla riflessione poetica e alla produzione creativa.

Scrivere a mano è utilissimo (oltre che bellissimo)
Numerosi studi hanno confermato che scrivere a mano attiva aree del cervello (e circuiti cerebrali) completamente diversi da quelli che usiamo quando scriviamo con una tastiera. Ecco alcuni dei numerosi benefici.

Migliora la memoria e l’apprendimento

Un’interessante ricerca, svolta da Pam Mueller e Daniel Oppenheimer dell’Università di Princeton (“The pen is mightier than the keyboard: advantages of longhand over laptop note taking”), ha evidenziato che prendere appunti a mano aiuta a ricordare meglio le informazioni. Ad un gruppo di studenti universitari è stato chiesto di prendere appunti usando carta e penna, mentre ad un altro è stato chiesto di usare un computer portatile. Dopo aver seguito la lezione, gli studenti sono stati “interrogati” per testare la loro memoria per i dettagli, la comprensione concettuale e la capacità di organizzare e sintetizzare le informazioni. Indovina cos’è emerso? Nel ricordare i dettagli i due gruppi hanno avuto prestazioni (abbastanza) simili, ma nella comprensione e nella capacità di riorganizzare le informazioni il primo gruppo ha nettamente superato il secondo.

Migliora lo sviluppo cerebrale

Quando scriviamo a mano, soprattutto in corsivo, convergono, sulla punta della penna, sia l’atto motorio sia quello visivo. L’articolo “Why writing by hand could make you smarter”, pubblicato su Psychology Today, evidenzia l’importanza della scrittura a mano per lo sviluppo cerebrale. Il nostro cervello, quando scriviamo a mano, integra sensazioni, controllo del movimento e pensiero attivando aree cerebrali che non vengono coinvolte quando digitiamo su una tastiera. La scrittura a mano, non a caso, è una delle attività “terapeutiche” che svolgono gli studenti che hanno disturbi dell’apprendimento, come, ad esempio, la dislessia. I bambini, quando scrivono a mano, riescono a formulare più idee rispetto a quando lo fanno al computer.

Rallenta l’invecchiamento (cerebrale)

La scrittura a mano è un ottimo esercizio cognitivo contro l’invecchiamento cerebrale. La ricerca “How handwriting trains the brain”, pubblicata sul Wall Street Journal, ha ribadito che la scrittura a mano coinvolge, contemporaneamente, capacità motorie, capacità cognitive, memoria, attenzione, ecc. Rappresenta, quindi, un ottimo “allenamento”, pratico, economico e veloce, per rafforzare le abilità cognitive e rallentare i processi di invecchiamento cerebrale.

Il pensiero visuale è utilissimo (oltre che bellissimo)

Se un messaggio (testo, discorso, ecc.) è supportato da immagini, viene ricordato di più, molto di più. Allan Paivio, della Western Ontario University, ha elaborato la teoria del “Picture Superiority Effect”, dimostrando che le immagini aiutano a ricordare 6 volte meglio uno speech o un testo (Conceptual and perceptual factors in PSE”).

Sembra, infatti, che il 75% dei nostri neuroni sensoriali siano dedicati proprio all’elaborazione degli stimoli visivi.

Il visual thinking è un approccio che ci aiuta ad organizzare, e a comunicare, concetti, idee e progetti attraverso le immagini. Sfruttando la nostra capacità di “vedere” (sia con gli occhi, sia con l’immaginazione), ci consente di scoprire idee che altrimenti non sarebbero visibili, di elaborarle rapidamente e di condividerle in maniera facile e comprensibile.

Risulta particolarmente utile in diversi ambiti:

  • Comunicazione: rappresentare, in modo chiaro, progetti articolati, coinvolgere e raccontare (storytelling), rendere le riunioni più brevi e più produttive;
  • Problem solving: analizzare situazioni complesse, riconoscere e rappresentare “trend” e “pattern”, risolvere i problemi in modo più incisivo ed efficace;
  • Apprendimento: esplorare le possibilità di sviluppo e di business, imparare in modo più veloce e più divertente, creare un “archivio” di conoscenze condivise.

Ho avuto modo di applicare spesso il Visual Thinking nel lavoro in gruppo, e ho constatato che è molto utile per coinvolgere attivamente tutti i partecipanti, per far emergere informazioni o dettagli trascurati, per delineare il quadro d’insieme (e le connessioni tra gli elementi) e per “catturare” le intuizioni e trasformarle in azioni.

Non bisogna essere degli artisti per prendere appunti e comunicare in modo visuale (sketchnoting): basta fare qualche semplice esercizio e … liberare la creatività!

Qui sotto trovi qualche sketch che ho fatto io (che a scuola sono sempre stato “negato” in disegno …) in occasione del mio intervento al Brand Festival 2019 a Jesi.

#VikingWorldPoetryDay 2019

Il 21 marzo è la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall’UNESCO, esattamente venti anni fa, con l’obiettivo di promuovere le peculiarità linguistiche attraverso l’espressione poetica.

La poesia, in effetti, ha la capacità di trascendere le lingue (le culture, le frontiere, ecc.) e di comunicare a tutti, attraverso la bellezza delle parole (e della loro musicalità), emozioni e sentimenti. L’UNESCO intende anche valorizzare la capacità della poesia di “catalizzare” e di esprimere lo spirito creativo della mente umana.

Sono stato contattato, come ti accennavo, per partecipare al #VikingWorldPoetryDay 2019 e ho ricevuto uno (splendido) kit con pennarelli, colori, cartoncini, ecc. per dare libero sfogo alla mia creatività.

Per la “Giornata Mondiale della Poesia” ho scelto questa breve poesia di John Keats.

Il 23 aprile, in occasione dello “Shakespeare Day”, che commemora la morte del drammaturgo inglese (avvenuta il 23 aprile 1616), ho scelto, invece, questa citazione.

Non so se i risultati siano degni di nota, io, comunque, mi sono divertito molto!

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