Migliorare le relazioni all’interno del tuo gruppo di lavoro

Ci sono Istituti scolastici, aziende, associazioni in cui si respira un clima teso, pervaso da gelosie, pregiudizi e invidie. I rapporti tra colleghi sono difficili, problematici, le riunioni sono caratterizzate da contrasti e litigi che finiscono per “paralizzare” il lavoro del gruppo e inasprire ulteriormente le relazioni.

In altri, invece, il clima è molto più disteso e sereno: nelle riunioni si discute (anche animatamente) ma ci si confronta in modo autentico e, alla fine, si prendono decisioni valide e condivise. I rapporti tra colleghi sono basati su ascolto, dialogo, empatia e rispetto.

Come possiamo migliorare le relazioni nel nostro gruppo di lavoro e nella nostra scuola o nella nostra azienda?

Ridurre (o azzerare) i pettegolezzi

Con pettegolezzo intendiamo una “chiacchiera indiscreta e malevola sul conto di qualcuno” o un “commento malizioso e inopportuno sulla condotta di una o più persone” (vocabolario Treccani).

Più in generale è una conversazione che verte su informazioni (più o meno attendibili o verificate) e su giudizi valutativi relativi al comportamento di terze persone. Queste conversazioni procurano un qualche piacere (o qualche beneficio) in chi le diffonde o in chi le riceve.

Un pettegolezzo, di solito, ha queste tre caratteristiche:

– riguarda una terza persona, che è conosciuta (direttamene o indirettamente) dai “pettegoli”,

– questa persona è assente nel momento in cui se ne parla,

– vengono espressi, oltre a fatti e informazioni, delle valutazioni (verbali o non verbali).

Alcuni autori, come Jorg R. Bergmann, docente di Sociologia presso l’Università di Bielefeld in Germania, hanno evidenziato che, nei pettegolezzi, gli argomenti più comuni sono: incongruenze comportamentali, carenze, scorrettezze, cattive maniere, disgrazie, ecc.

I pettegolezzi nascono da sentimenti negativi (invidie, gelosie, ecc.) e mirano a stigmatizzare e denigrare gli altri; sono un modo, piuttosto subdolo, per mostrare che gli altri non sono poi così migliori di noi.

Le parole distruttive, però, non sono mai costruttive e finiscono per “avvelenare” le relazioni, “Tutto quello che dici parla di te” – affermava Paul Valery – “in particolar modo quando parli di un altro“.

Come ridurre i pettegolezzi nel nostro gruppo?

Evita di diffonderli: se ti arriva all’orecchio un pettegolezzo: non diffonderlo, un proverbio popolare dice: “Un pettegolezzo muore quando incontra le orecchie di una persona intelligente”.

Crea uno spazio di confronto: dedica un momento (magari nella riunione settimanale) per dialogare in modo autentico e aperto, per far emergere potenziali “fraintendimenti”, per fare chiarezza e appianare eventuali “chiacchiere sterili”.

Multa i pettegolezzi: concorda con i colleghi una piccola “multa” da pagare (da inserire in un barattolo) per chi infrange le regole-antipettegolezzo. Con il ricavato puoi organizzare un aperitivo in cui ognuno fa un brindisi-complimento ad un’altra persona del gruppo …

Sviluppare la fiducia

“Fiducia” deriva dal latino fidere (aver fede, credere) e riguarda un sentimento di sicurezza che deriva dal confidare in qualcuno o in qualcosa. È l’aspettativa che una persona si comporti, nello svolgere una certa attività, secondo le nostre previsioni.

È uno degli elementi chiave per il buon funzionamento di un team: consente di stabilire relazioni autentiche, di creare un clima fertile e creativo, e di ottenere risultati brillanti e duraturi.

La fiducia rappresenta un ponte tra il presente e il futuro” – evidenzia Stefano Bittasi, docente presso la Scuola di Formazione Gesuita di Gerusalemme – “tra il momento attuale, in cui poniamo in essere una scelta, e il domani in cui ci attendiamo che tale scelta abbia ricadute positive”.

La fiducia, però, non cresce sugli alberi, ma va costruita, giorno per giorno, pezzo per pezzo, con costanza e determinazione.

I gruppi con un elevato livello di fiducia concentrano tempo ed energia sulle questioni importanti, apprezzano e valorizzano le competenze e le esperienze dei membri, concedono il beneficio del dubbio prima di arrivare ad una conclusione negativa. Le persone, in questi gruppi, chiedono aiuto quando ne hanno bisogno, ammettono debolezze ed errori, si assumono la responsabilità di offrire feedback costruttivi e di dare assistenza a chi ne ha bisogno.

Come possiamo sviluppare la fiducia nel nostro team?

Possiamo agire su queste tre dimensioni:

Fiducia comunicativa: è la capacità di condividere le informazioni importanti, di dire la verità, di riconoscere i propri errori, di dare e ricevere feedback costruttivi.

Fiducia contrattuale: è la coerenza tra ciò che viene promesso e ciò che viene realizzato, la capacità di essere leali e di mantenere gli accordi.

Fiducia competente: è la capacità di trasmettere nuove competenze agli altri, di riconoscere le loro abilità e capacità, di accettare giudizi e feedback.

Approfondiremo ulteriormente queste strategie, per migliorare le relazioni con i tuoi colleghi, nel webinar (gratuito) “Creare buone relazioni nel tuo gruppo di lavoro” che terrò venerdì 10 maggio alle ore 18:30.

Il webinar è gratuito, ma i posti sono limitati: se sei interessato iscriviti subito!

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