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Fare lezioni on line (senza impazzire)

Tenere una lezione online non è facile, non raccontiamoci storie.

In questo periodo di lockdown sono molti i colleghi formatori, e gli amici insegnanti, che mi chiedono suggerimenti su come tenere delle lezioni online che siano originali ed efficaci.

Fare lezione a distanza non è come essere in aula o in azienda: quando siamo davanti ai nostri studenti, li possiamo guardare negli occhi, possiamo cogliere, in tempo reale, il loro feedback (facce annoiate o incuriosite, dubbi, ecc.).

Una lezione a distanza è completamente diversa, ecco perché, per rendere efficaci e affascinanti le nostre lezioni online, dobbiamo pensarle, prepararle e gestirle in modo differente (e creativo).

I suggerimenti, che nascono dalla mia esperienza, riguardano 4 aspetti:

  1. organizzazione: come preparare la nostra lezione;
  2. relazione: come rapportarci con i nostri studenti;
  3. conduzione: come gestire i ritmi e i tempi della lezione;
  4. strumentazione: quali programmi utilizzare.

1. Organizzazione

Per prima cosa, devi strutturare i contenuti: quindi seleziona gli argomenti che intendi trattare nella lezione. Se devi tenere più lezioni, organizza, in modo organico, i vari argomenti di cui parlerai. Cerca anche di trovare un titolo “accattivante” per la tua lezione, in modo da incuriosire e da invogliare le persone a seguirla.

Prepara i materiali, che possono essere digitali o fisici. Un primo suggerimento è di preparare alcune slide: certo, richiede un po’ di tempo, ma alternare la tua faccia con alcune immagini stimola l’attenzione di chi ti ascolta. Nel preparare questi materiali, libera la tua fantasia: perché, oltre alle slide con un testo scritto, puoi usare dei video, immagini di opere d’arte, sequenze di film, insomma tutto quello che può aiutare le persone a capire e a ricordare meglio quello che spieghi.

Se decidi di preparare le slide, ti prego di farlo bene, seguendo queste indicazioni:

Sfondo chiaro (e omogeneo): per facilitare le lettura lo sfondo deve essere chiaro; io uso uno sfondo bianco, se vuoi puoi usare un color panna, o avorio, evita assolutamente il nero, il blu oppure il rosso, oppure certe immagini di sfondo, come loghi o stemmi, che rendono le slide illeggibili, oltre che decisamente brutte;

Pochissime parole: gli esperti suggeriscono di inserire, al massimo, tre concetti (per slide) e di usare non più di sei parole per ogni concetto. Non scrivere quindi tutta la frase, con tanto di subordinate, ma limitati ad annotare le parole chiave. Da un puto di vista cognitivo le persone leggono molto più in fretta rispetto a quanto tu riesca a parlare, quindi se ti limiti a leggere tutto il testo che hai scritto nelle slide le persone di annoiano. Come dicono, scherzosamente, alcuni colleghi “se tu e le slide dite le stesse cose, uno dei due è di troppo!”. Quindi scrivi solo le parole chiave essenziali. Nel testo usa uno, al massimo due colori, le scritte arcobaleno le lasciamo ai cartelloni dei bambini della Scuola Materna. Per quanto riguarda i font, scegli un carattere leggibile (tipo Calibri, Verdana, ecc.) e usa una dimensione superiore a 22 – 24, in modo da non creare problemi di lettura anche su schemi piccoli.

Immagini: usa sempre delle immagini; possono essere foto, grafici, mappe mentali, schemi, insomma qualsiasi espressione visiva che ti aiuta a veicolare un concetto. Cerca anche di trovare immagini evocative che ti consentano di “giocare” con il contrasto, l’iperbole, l’umorismo. Per parlare della fretta, ad esempio, potresti mettere un’immagine di calma come un lago di montagna, per parlare dell’importanza di una dieta equilibrata potresti usare l’immagine di una persona che mangia cibo spazzatura, ecc.

Un altro consiglio è quello di utilizzare degli oggetti fisici. Forse ti sembrerà un po’ strano ma, in un’epoca in cui i ragazzi sono abituati a stimoli digitali, mostrare loro un oggetto (una mela, un pettine, una scatola) provoca sorpresa e curiosità, soprattutto se non gli spieghi subito come è collegato all’argomento che stai trattando, ma chiedi loro di intuirlo … torneremo su questo aspetto tra poco.

Se scegli di usare qualche oggetto fisico, cosa che ti consiglio vivamente, ricordati di prepararlo e di tenerlo a portata di mano, perché non puoi alzarti, nel momento più coinvolgente della lezione, per andarlo a prendere.

Se hai bisogno di uno spazio più ampio per le tue spiegazioni, puoi creare una lavagna con un cartellone, oppure attaccare dei post-it con le parole chiave, o con dei disegni, sul muro dietro di te

Ricordati di mettere tutti i file che hai preparato in una cartella, ben in vista, sul desktop, oppure, se usi Google Classroom, puoi creare una cartella per ogni lezione e caricare i tuoi file all’interno della cartella relativa alla lezione.

Riepilogando: nella fase di organizzazione devi selezionare gli argomenti e preparare i materiali. Se scegli di usare le slide abbiamo detto: sfondo chiaro, pochissime parole e molte immagini. Se vuoi utilizzare degli oggetti fisici, ricorda di tenerli a portata di mano.

2. Relazione

Stare dietro ad uno schermo non facilita le relazioni, quindi, prima di cominciare la lezione vera e propria, dedica qualche momento all’accoglienza. Tieni presente che le persone si collegano da contesti molto diversi: qualcuno si collega dall’ufficio, qualcuno da casa, gli studenti dalla loro camera, quindi è utile iniziare con qualche esercizio per “rompere il ghiaccio” e creare l’ “effetto aula”.

Potresti chiedere alle persone come stanno, puoi fare gli auguri (per il compleanno, o per l’onomastico, per la festa del papà o della mamma, ecc.), puoi raccontare un tuo aneddoto, qualcosa che ti è successo, oppure potresti chiedere “Di chi è questa citazione?”, o “Chi è il personaggio rappresentato in questa foto?”

Quando sono in aula mi diverto a fare qualche domanda (tipo “da dove venite”, “in che ambito lavorate”, “che studi avete fatto”) per cominciare a conoscere le persone che ho di fronte. Online cerco di fare la stessa cosa: preparo un breve sondaggio (spesso disponibile all’interno della piattaforma aziendale o universitaria) e approfitto dei tempi morti, finché le persone si collegano, per fare un po’ di accoglienza e di conoscenza reciproca.

Questo per quanto riguarda l’inizio, dopo che hai completato la tua lezione ricordati di segnalare dove possono trovare i materiali del tuo intervento, di indicare le attività che devono fare (compiti, esercizi, ecc.) e consegne per la lezione successiva, di salutare con una citazione o con una battuta che lasci un’emozione positiva.

3. Conduzione

Per prima cosa: vestiti e pettinati; lo so che può sembrare scontato, ma mi capita di vedere webinar e lezioni tenute da persone spettinate, con la barba incolta, vestite in modo sciatto, ecc. Tu, invece, preparati come se dovessi uscire, lavati, pettinati, raditi se sei un uomo, truccati se sei una donna, insomma: cura la tua immagine al meglio.

All’inizio della lezione indica quali saranno gli argomenti che tratterai, perché li hai scelti, perché sono importanti e come si collegano alle altre lezioni. Se i partecipanti dovranno fare qualcosa durante la lezione (scrivere un testo, fare un disegno, svolgere un esercizio, ecc.) dillo subito all’inizio, così possono preparare quello che serve ed evitare di perdere tempo dopo.

Un accorgimento utile è quello di suddividere il tuo intervento in “blocchi” di circa 15 – 20 minuti. Questo perché dopo venti minuti la soglia dell’attenzione comincia a calare. Se ti è capitato di ascoltare gli speech del TED, avrai notato che durano tutti tra i 18 e i 20 minuti.

All’interno di ogni blocco

– puoi presentare i contenuti che hai preparato

– mostrare perché sono utili o come possono essere applicati

– riepilogare i concetti principali

– dedicare qualche minuto ai feedback, per verificare che le persone abbiano capito quello che hai spiegato e per rispondere alle domande.

Se hai un’aula numerosa (a me capita di fare lezioni in master universitari con 150 – 180 persone) oppure se le persone sono un po’ irrequiete (studenti giovani), non è possibile lasciare i microfoni aperti o far fare domande, in qualunque momento, nella chat. Ecco perché ti consiglio di dedicare, alla fine di ogni “blocco”, un po’ di tempo per le domande.

Per rendere più vivace e coinvolgente la tua lezione puoi anche stimolare l’interazione con un quiz. Ci sono diversi strumenti gratuiti, come Kahoot, Quizlet o Mentimeter, che ti permettono di creare dei quiz interattivi. Prepara le tue domande (tieni conto che puoi usare testi, immagini, disegni, ecc.) e caricale sul sito, ricordati di annotare il codice relativo al tuo quiz. Durante la lezione, quando vuoi usare il quiz, comunica ai ragazzi il codice: loro tramite cellulare accedono al quiz e tu vedi, in tempo reale, le loro risposte aggregate (e quanto tempo ci hanno messo per rispondere), se vuoi puoi commentare o stimolarli a riflettere, e poi mostri loro la seconda domanda, e cosi via.

Io trovo utile proporre qualche quiz in aule molto numerose in modo da avere, in modo veloce, il polso delle conoscenze di chi ho di fronte e stimolare la partecipazione.

Un’altra metodologia utile è stimolare l’apprendimento per scoperta; significa creare le condizioni affinché la persona scopra, da sola (o con l’aiuto dei compagni) un principio, una regola, una relazioni concettuali.

Questo approccio favorisce:

– un maggiore coinvolgimento, perché l’allievo ha un ruolo attivo,
– le abilità di problem solving, perché, invece di enunciare un teorema (o descrivere un autore, o un’opera d’arte), poniamo ai ragazzi delle domande e li stimoliamo ad analizzare il problema o una poesia o un quadro,

– la motivazione intrinseca, come il piacere per la conquista di una nuova conoscenza, e la percezione di padronanza del processo di scoperta.

Invece di enunciare il teorema di Pitagora, quindi, mostriamo ai ragazzi un triangolo rettangolo (con le misure dei lati) e chiediamo loro di scoprire che relazioni ci sono tra questi numeri. Oppure invece di spiegare “Il Passero solitario” di Leopardi, chiediamo ai ragazzi di leggerlo e di evidenziare gli elementi che li colpiscono, che ricorrono con maggior frequenza, ecc.

Nelle mie lezioni di Psicologia Sociale, all’Università di Urbino, invece di presentare l’autore, descrivere la vita e le opere, illustrare il pensiero ecc. Ho preparato delle schede con questi dati, le ho tagliate e ho chiesto agli studenti di ricomporle associando la foto dell’autore, le note biografiche, il pensiero, i volumi principali, ecc. I ragazzi sono stati piuttosto bravi in questa opera di ricostruzione e ho colto l’occasione di qualche piccolo errore, che hanno commesso, per focalizzare la loro attenzione su quell’aspetto. Quando mi è capitato di rincontrarli, a distanza di anni, ricordavano molto bene quelle lezioni e, con mia meraviglia, ricordavano molto bene anche i contenuti 😉

Per quanto riguarda la tua esposizione, ti do qualche suggerimento di Public Speaking:

– cerca di variare il tono della voce in modo da dare buon ritmo al tuo discorso, usa un volume abbastanza alto per trasmettere energia e passione;

– usa, ogni tanto, le pause: ti serve per dare maggior enfasi a quello che hai appena detto, oppure per creare aspettativa su ciò che stai per dire;

– accentua anche le espressioni facciali: se vuoi sorridere, fai un sorriso molto deciso, se sei perplesso, mostra un forte disappunto, ecc.

– usa i gesti: se puoi, stai in piedi, come faresti in aula, per comunicare con tutto il corpo, se sei seduto, utilizza, comunque, i movimenti delle mani per accompagnare il tuo discorso.

4. Strumenti tecnici

Vediamo adesso qualche consiglio per gli strumenti da utilizzare.

Sistema il tuo pc nella posizione migliore, mettilo su un piano davanti a te, in modo da essere inquadrato bene (la webcam dovrebbe essere all’altezza degli occhi). Per quanto riguarda l’illuminazione, cerca una posizione in cui hai la luce davanti o di fianco, evita di metterti contro luce, altrimenti appari scuro in faccia. Cerca di avere dietro di te uno sfondo uniforme, per evitare distrazioni.

La maggior parte dei pc portatili ha la webcam e il microfono, controlla, però che siano attivi e che siano selezionati all’interno del programma che utilizzi. Per evitare che l’audio delle casse entri nel microfono, ti suggerisco di usare delle cuffie (vanno bene anche quelle del cellulare).

Quando cominci la lezione spegni il telefono, perché, se lo tieni sul tavolo e vibra, si sente e disturba chi ti sta ascoltando.

Per quanto riguarda le piattaforme da usare, se sei un insegnante, la tua scuola, o la tua università, avrà già scelto e attivato la piattaforma (molto probabilmente Google Classroom); se sei un freelance, puoi usare Google Hangouts, WeSchool, oppure strumenti più professionali come Gotowebinar, Adobe Connect, ecc.

Se hai bisogno di registrare la tua lezione, puoi usare l’opzione “registra” all’interno della piattaforma, oppure uno strumento esterno, come Screencast-o-matic oppure OBS Studio. Questi programmi ti permettono di registrare lo schermo del tuo pc, la tua voce e, se vuoi, anche la tua faccia.

Se fai delle lezioni un po’ più creative, come me, puoi anche usare una lavagna condivisa, come Miro, oppure Mural.co, che consente ai partecipanti di inserire immagini, post-it, documenti, ecc.

Bene, mi auguro che questi semplici suggerimenti ti siano d’aiuto nel preparare e condurre lezioni online vivaci e produttive.

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