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Stai lavorando nella tua “zone of genius”?

In questo articolo vediamo che cos’è la “zone of genius”, perché è così importante per la nostra creatività e qualche suggerimento per “entrarci” durante le nostre attività lavorative.

Uno dei primi a parlare della “Zone of genius” è stato Gay Hendricks, nel suo libro “The Big Leap. Conquer your hidden fear and take life to the next level”, pubblicato nel 2009.

Gay è uno psicologo, esperto di crescita personale e di intelligenza corporea. Ha insegnato, per oltre 20 anni, “Psicologia del counseling” all’Università del Colorado e ha fondato l’Hendricks Institute. Nel 2021 ha pubblicato “The Genius Zone: The Breakthrough Process to End Negative Thinking and Live in True Creativity”.

Secondo Hendricks esistono 4 quattro zone, in cui ci possiamo trovare a lavorare: zona di incompetenza, di competenza, di eccellenza e “del genio”.

1. La zona di incompetenza: è un ambito in cui ci impegniamo a svolgere un’attività in cui non siamo bravi. È un “passaggio obbligato” quando impariamo qualcosa di nuovo (pensa ad abilità sportive come nuotare, andare in bicicletta, sciare, ecc.). Anche nel contesto lavorativo, quando impariamo ad usare un nuovo software, o una nuova procedura di lavoro ci troviamo in questa zona. Ci sono anche tutte quelle attività che non ci piace fare (riparare l’auto, aggiustare il computer, ecc.)

2. La zona di competenza: in questa zona rientrano i lavori in cui siamo preparati ed efficienti (come guidare, usare il pc, cucinare, ecc.). Siamo consapevoli, però, che ci sono molte persone sono efficienti come noi, queste mansioni, quindi, non fanno emergere le nostre capacità in modo significativo. E non ci appassionano molto …

3. La zona di eccellenza: in questo ambito ci sono le attività che svolgiamo particolarmente bene, in cui siamo più bravi rispetto alle altre persone. Per raggiungere la zona dell’eccellenza è necessario imparare e, soprattutto, mettere in pratica le conoscenze. Pensa ad un musicista, a un ballerino, ma anche ad un grafico, un fotografo, ecc. Raggiungere l’eccellenza è un aspetto molto interessante, la maggior parte delle persone si ferma qui, ma, in realtà, c’è dell’altro …

Intendiamoci: puoi tranquillamente avere successo nella zona di eccellenza, per potenziare le tue abilità creative e portare la tua vita “al livello successivo”, però, devi imparare a “giocare diversamente”.

4. La zona del genio: quando siamo nella zona del genio sfruttiamo a pieno i nostri talenti, ci muoviamo in un ambito in cui siamo esperti, facciamo qualcosa che ci piace e ci appassiona, ci sentiamo in linea con la nostra “vocazione” (il nostro “why”). Nella “zona della genialità” sfruttiamo quello che viene definito “unfair advantage” (vantaggio sleale), ciò che ci caratterizza e ci rende unici.

La “Zone of genius”, quindi, puoi immaginarla come lo spazio, fisico e mentale, in cui convergono i tuoi interessi, le tue passioni e le tue abilità e, questo mix, rende le tue attività sfidanti, divertenti e appassionanti.

La domanda, adesso, sorge spontanea: “Come faccio a sapere se sono nella mia zona della genialità?

Riconoscere e sviluppare la tua “Zone of genius”

Sai di essere nella tua zona di genialità, secondo Hendricks, quando le attività che stai svolgendo hanno due caratteristiche: ti danno energia, quindi provi soddisfazione e voglia di fare, e stimolano la tua creatività, generi idee e modalità nuove che rendono il tuo lavoro originale.

Lavorare nella “zone of genius” ha molti vantaggi: migliora la qualità del lavoro (e della vita) ed è la porta principale per entrare in quello che lo psicologo Mihály Csíkszentmihályi chiamava stato di “flow”.

Non so se ti è mai capitato, ma entrare in uno stato di flow è una sensazione bellissima, in cui

 – ti senti completamente immerso nell’attività che stai svolgendo,

 – hai piena fiducia nelle tue abilità e questo ti dà una padronanza della situazione,

 – ti godi, a pieno, quello che stai facendo, perdi la cognizione del tempo e ti diverti.

Ho la fortuna di sperimentare, abbastanza spesso, esperienze di flow: quando scrivo un articolo o un libro, quando progetto un nuovo percorso formativo, quando preparo i contenuti per il mio podcast, ecc.

Ho imparato, nel tempo, a creare delle condizioni che mi facilitano l’ingresso in un’esperienza di flow, prima di svelarteli, però, vorrei raccontarti di una notevole esperienza di flow (o forse dovrei dire di “super Flow”) che ho vissuto recentemente.

A fine ottobre 2021 sono stato invitato, come relatore al TEDx di Ascoli Piceno ed è stata un’avventura molto stimolante e, come puoi immaginare, anche molto emozionante.

Nei mesi precedenti, ho preparato il mio speech con una cura quasi maniacale: ho individuato i concetti che volevo comunicare, ho delineato la struttura del mio intervento, ho scelto le parole più adatte, ho selezionato le immagini più interessanti e ho provato e ripetuto il mio speech decine di volte (con il supporto di Anna Rita che è stata la mia “Speaker Angel”).

Poi è arrivato il gran giorno e il momento di salire sul palco, l’attesa è stata un po’ snervante (il mio intervento è stato nella seconda parte del pomeriggio) e l’emozione si è fatta sentire …   

Quando ero dietro le quinte, ho fatto alcuni esercizi di respirazione per tranquillizzarmi ed ossigenarmi e poi, quando hanno annunciato il mio speech sono salito sul palco. E qui è scattata la magia: ho vissuto, come ti accennavo, un’esperienza di flow: ero rilassato, le parole fluivano con tranquillità e avevo l’impressione di ascoltarmi dall’esterno, mi sono divertito, ho interagito con il pubblico, mi sono goduto a pieno l’esperienza!

Come entrare nella “zona di genialità”?

La “Zone of genius” rappresenta, come ti accennavo, la porta principale per entrare in uno stato di “flow”. Se vogliamo attivare un’esperienza di flow, allora, dobbiamo entrare nella nostra zona della genialità e seguire questi tre passi che Gay Hendricks suggerisce:

1. Consapevolezza

Significa credere che anche noi abbiamo delle abilità creative, comprendere che per svilupparle dobbiamo superare dei pensieri limitanti che bloccano e imbrigliano la nostra creatività.

2. Scoperta

Individuare la nostra “genialità”, significa fare po’ di introspezione, porci alcune domande (che vedremo tra poco) per scoprire qual è la nostra “Zone of genius” personale.

3. Impegno

Una volta scoperta la nostra “zona della genialità”, poi dobbiamo entraci e “viverci”, questo vuol dire impegnarci a mettere in pratica i comportamenti più appropriati (“Walk the talk”, come dicono gli americano, “passare dalle parole ai fatti”).

Vediamo, adesso, qualche domanda che per scoprire la nostra “Zone of genius”:

“Quale lavoro faresti, anche se non venissi pagato?”

“Che cosa ti fa amare questo lavoro (o questa attività)?”

“Qual è la tua abilità speciale (che ti rende unico)?”

“Quale attività produce idee così “energizzanti” da farti saltare fuori dal letto la mattina?”

Prenditi qualche minuto per riflettere su queste domande e annota le tue risposte …

Dando un’occhiata a quello che hai scritto dovresti riuscire a scoprire la tua “zona della genialità”.

Trascorrere più tempo nella tua “Zone of genius”

Il terzo passo, suggerito da Hendricks, è quello dell’impegno.

Voglio essere sincero è molto difficile (per non dire impossibile) dedicare il 100% del nostro tempo a lavorare nella “zona di genialità”, perché ci sono una serie di attività quotidiane che dobbiamo svolgere, possiamo attuare, comunque, un paio di strategie.

Il primo suggerimento è “alleggerirci” di alcune attività, possiamo delegare quei lavori che ricadono nella “zona di competenza”, (ad esempio l’editing di file audio o video) e “esternalizzare” quelle attività che non ci piacciono e che sono nella “zona dell’incompetenza” (manutenzione dell’auto, del pc, ecc.). In questo modo, quindi, riusciamo a liberare tempo ed energie.

Il secondo suggerimento è riservare uno spazio, nella nostra agenda, per la “zone of genius

Una volta che siamo riusciti a liberarci di alcune attività (in cui non facciamo la differenza perché non diamo un valore aggiunto) possiamo dedicare del tempo, nella nostra giornata, alle attività della “zona di genialità”. Va bene anche programmare solo 15-20 minuti al giorno per lavorare alle attività energizzanti e creative, questo rafforzerà le nostre abilità e ci porterà sempre più risultati.

Il terzo suggerimento è di creare delle esperienze di flusso. Ti confido che non è facile, serve un po’ di allenamento, ma sono convinto che puoi riuscirci anche tu. Impegnati, per prima cosa, ad eliminare (o a ridurre al minimo) gli elementi che ostacolano il flow:  elementi esterni (telefonate, distrazioni, notifiche, ecc.) silenziando le notifiche; elementi interni (ansia, preoccupazione eccessiva, sfiducia, ecc.) lasciando andare le preoccupazione per questi 15 minuti.

Puoi cominciare con qualche esercizio di respirazione per rilassarti e ossigenarti, scegli un’attività stimolante (scrivere un articolo, preparare una presentazione di un prodotto, ecc.) e stabilisci un obiettivo sfidante (conquistare un cliente piuttosto difficile, realizzare un progetto complesso ed innovativo, ecc.)

Focalizza le tue energie e l’attenzione sull’attività che hai scelto: lasciati guidare dall’intuito e dalla passione, assapora ciò che stai facendo e … goditi l’esperienza,

Dedicare del tempo di qualità a lavorare nella tua “zone of genius” ti permette di goderti di più le tue giornate, di dedicarti agli aspetti più strategici del tuo lavoro, e ti permette di ottenere risultati più brillanti.

Che relazione c’è tra la “Zone of genius” e la creatività?

Beh, come avrai compreso, la “zone of genius” è lo spazio in cui utilizzi a pieno le tue abilità creative, in cui trasformi le idee in nuovi progetti,

Immaginiamo, per esempio, che tu sia un insegnante o uno scrittore o un responsabile delle vendite

Zona di incompetenza: non sai ancora cosa ti piacerebbe fare, non sei consapevole delle tue abilità creative, e conosci poco la tua “materia”.

Zona di competenza: ti chiarisci le idee e capisci cosa ti piace fare, cominci a studiare e a prepararti, intuisci che anche tu hai delle potenzialità creative.

Zona eccellenza: applichi tutto ciò che hai imparato e diventi via via un insegnante o uno scrittore o un responsabile delle vendite bravo e apprezzato. Ma non ti fermi qui …

Zona della genialità: arricchisci il tuo lavoro con un approccio creativo, metti una “passione folle” nelle tue attività, inventi modalità affascinanti per insegnare la tua materia (e, magari, crei un nuova metodologia didattica), o nel tuo processo di scrittura (e scrivi un capolavoro) o nelle tue modalità di presentare un prodotto o di coinvolgere i clienti … insomma usando sempre più le tue abilità creative rendi il tuo lavoro, già eccellente, un lavoro appassionante, divertente e innovativo.

Bene, mi auguro che queste mie riflessioni ti abbiano incuriosito e ti spronino ad entrare nella tua zona della genialità!

Se vuoi approfondire questi argomenti puoi ascoltare la puntata del podcast Stai lavorando nella tua “zone of genius”?

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